Il Primo maggio con La Comune si sono ritrovate in piazza tante persone, associazioni, gruppi, comunità degli immigrati, collettivi femministi, associazioni per l’accoglienza e il salvataggio in mare, uniti nell’impegno per la pace e la pacificazione contro la guerra in corso in Ucraina e contro tutte le guerre che affliggono l’umanità: A Torino con Our Voice A Genova con Partito della Rifondazione Comunista GE, Associazione antirazzista e interetnica 3 Febbraio Genova, Partito Comunista dei Lavoratori GE, Ora di Silenzio per la Pace, Associazione del Mali, Circolo ARCI Barabini di Trasta, Comitato FIRPO, Tendenza marxista leninista A Milano con Le Veglie contro le morti in Mare Milano, Odissea ( giornale di cultura, dibattito e riflessione ), Un Ponte per… Comitato di Milano -Monza,Leggi Tutto

Rinnovare il bisogno del bene: proprio adesso è fondamentale quando la guerra infuria vicina, irrazionale, feroce. Ritrovare e rafforzare le ragioni sentimentali della vita, la coscienza umana più profonda che può diventare cultura dell’essere assieme: nulla è più attuale, nulla più concreto. Logiche del bene sono quelle che avvertiamo nei corpi e nelle menti: siamo persone inseparabili da altre persone, donne ed uomini in relazione tra loro, associati per scoprire e praticare le capacità di conoscerci, di educarci, di intenderci, di sceglierci, di scambiarci e di cambiarci a vicenda, di collaborare e cooperare, di sostenerci mutuamente, di solidarizzare, di empatia e simpatia, di amicizia ed amore. Soggetti attivi del supremo bene condiviso: la vita e la vivibilità. Logiche di guerra inveceLeggi Tutto

Non capisco, tu dici che la guerra non finisce? Penso che questa guerra sia devastante e comunque non finirà bene. Ma sono le logiche di guerra che permeano tutti i campi della vita, è questo furore bellico che non finirà. Spiegami meglio, che intendi con logiche di guerra? Pensa all’ira e alla violenza che si scatenano contro le donne e spesso anche contro bimbe e bimbi da parte di maschi frustrati. Pensa alla violenza legalizzata dei padroni nei confronti di lavoratrici e lavoratori. Pensa alle violenze poliziesche così eclatanti negli Usa. Pensa all’odio e all’incitamento al ma le che dilagano nel web. Pensa alla peste razzista ed assassina che si diffonde contro donne, uomini, bambini immigrati o profughi. Pensa, ancora, allaLeggi Tutto

Umanamente colpite dal dramma della guerra, le persone più sensibili e volenterose sentono l’esigenza di reagire. Ma c’è bisogno di punti di riferimento e quindi che la parte più sana e migliore della sinistra si unisca nella lotta per la pace. Oltre al bombardamento degli ordigni assistiamo a quello cinico delle immagini, menzogne e falsificazioni della propaganda bellica spacciata per informazione. L’ossessiva grancassa mediatica guerrafondaia disorienta le persone, le narcotizza e alimenta l’indifferenza. Perciò incontrarsi e lottare insieme per la pace e la pacificazione, al fianco dei popoli contro Putin e la Nato è ancor più urgente e vitale. Fin dall’inizio dell’offensiva bellica abbiamo ricercato l’interlocuzione con la gente comune e con molte forze attorno ad un appello per unirsi controLeggi Tutto

Siamo in tanti a volere la pace, ancora in pochi a sfidare la guerra che presiede e pervade spesso inavvertita la nostra quotidianità. È importante scendere in piazza, come abbiamo fatto e faremo sempre in prima fila contro la furia bellica presente, ma non basta.  Volere la pace significa esercitare attenzione, ascolto, comprensione quando possibile con i vicini di casa, con i colleghi di lavoro, sfidando il maltratto e l’aggressività. Volere la pace significa difendere la libertà delle donne in tutte le sue manifestazioni fronteggiando le maldicenze, le offese, le violenze maschiliste, patriarcali o semplicemente volgari a tutti i livelli. Volere la pace significa prendersi cura dell’infanzia con costanza, direttamente ed indirettamente, denunciando e contrastando atteggiamenti coercitivi e molestie verso bimbeLeggi Tutto

Un compagno che ci conosce da tempo, impegnato con un’altra realtà organizzata, ha donato per la nostra Campagna di autofinanziamento esprimendoci la sua stima: “Per il vostro schieramento coerente nel tempo a fianco dei popoli contro le guerre (tutte, non solo quelle scatenate dall’imperialismo americano)”. Sì, tutta la nostra storia testimonia come per noi essere rivoluzionari ha significato l’indipendenza da qualunque Stato. Mentre le diverse sinistre politiche hanno avuto il loro “Stato-guida”: di volta in volta la Cina, l’ex Urss, Cuba… fino ad arrivare al Venezuela. Ed anche questo spiega la fine e il crollo di tante formazioni. Siamo sempre stati a fianco del popolo palestinese e di tutti i popoli oppressi, per difendere e affermare il diritto all’autodeterminazione contro tutteLeggi Tutto

L’ulteriore escalation militare in Ucraina con l’ingresso delle truppe russe rafforza le ragioni per una forte mobilitazione per la pace. Tutti i contendenti di questo conflitto, dallo zar Putin al patto criminale della Nato fino al Governo Ucraino si scontrano per i loro sporchi interessi sulla pelle delle popolazioni. I promotori dell’appello “Per la pace e pacificazione per le popolazioni dell’Ucraina e della Russia. No a Putin, no alla NATO, mobilitiamoci contro la guerra” convocano una riunione nazionale per discutere i contenuti e le possibilità per promuovere una, per noi necessaria, manifestazione nazionale. Domenica 27 febbraio ore 15 presso SCUP in via della Stazione Tuscolana, 84 – Roma Per informazioni: nowarinucraina@gmail.com – 348.7038885 Vedi qui l’appelloLeggi Tutto

È il momento di reagire ed unirsi per manifestare contro le minacce di guerra in Europa. Le truppe russe sono entrate in Ucraina ed è cominciata un’aggressione con bombardamenti e prime vittime tra la popolazione. In Ucraina si scontrano le prepotenze “grandi russe” del nuovo zar Putin e le mire espansioniste del criminale patto militare della Nato a cui il governo ucraino vuole aderire. Ancora una volta sono le popolazioni civili ad essere colpite da questa escalation militare causata dagli sporchi interessi dei contendenti: dal 2014 questo conflitto ha già causato più di 14mila morti. Ciò che sta accadendo è una minaccia per le genti, per la vita di tutte e tutti, ci riguarda direttamente: le possibilità di pace non dipendonoLeggi Tutto

Ci interroghiamo se davvero si sta uscendo dalla fase acuta della pandemia, aneliamo a rincontrarci, le speranze per il futuro rifioriscono ma intanto le minacce continuano e si aggravano persino. Può esserci la tentazione di ignorare i pericoli o di lasciarli in secondo piano: abbiamo le nostre esigenze vitali e problemi quotidiani da risolvere, possiamo credere erroneamente che i rischi globali non ci riguardino. Invece ci riguarda la guerra possibile per il Donbass tra la Russia di un improvvisato e goloso zar post-stalinista e l’Ucraina affamata di Nato e segnata da un sordido passato filo-nazista mai saldato; le ammaccate democrazie si agitano tra sforzi diplomatici e promesse di sanzioni non senza dissonanze tra loro, sullo sfondo gongola e lucra l’impero cineseLeggi Tutto