Il parco di S.Leucio a Caserta è un sito storico molto bello, anche per la sua collocazione naturalistica: è immerso nel verde e gode di un panorama molto affascinante. In questa location una domenica assolata di ottobre si è realizzato un incontro peculiare: l’associazione Napoli inVita ha invitato la comunità bengalese di S.Antimo (NA) e l’associazione 3 Febbraio a passare insieme una giornata interetnica e solidale, visitando insieme il complesso monumentale, che ospitava tra l’altro un’importante fabbrica tessile del sette-ottocento. Grazie alla paziente e premurosa traduzione e “mediazione” di Roton, dirigente dell’A3F oltre che compagno de La Comune, abbiamo anche scoperto che il Bangladesh è un paese storicamente produttore di tessuti, anche perché pieno di alberi di gelsi: in questo sensoLeggi Tutto

Tra sfruttamento e tecnologia: la vita non conta Sentiamo la vicinanza con Sebastian Galassi, l’ennesimo giovane lavoratore morto sul lavoro, ed esprimiamo ai suoi cari la nostra più piena solidarietà. Sebastian era un rider della Glovo, morto sul lavoro, mentre percorreva le vie di Firenze per una consegna, vittima di un incidente stradale. Vogliamo reagire sentimentalmente, umanamente e praticamente ad una morte assurda, e ai suoi mandanti: potenti, politici, multinazionali e padronato. E ad una tecnologia che attraverso un software aziendale, comunica alla famiglia il licenziamento di Sebastian il giorno dopo per “mancato rispetto dei termini e condizioni”. Sono angherie, ingiustizie, prepotenze, mortificazioni e ricatti che queste, e tante altre, persone che lavorano provano ogni giorno. La tecnologia è sempre piùLeggi Tutto

Domenica scorsa, degli sconosciuti hanno sfondato lo storico portone settecentesco dell’ex-Asilo “Filangieri”, centro culturale autogestito nel centro storico di Napoli. I balordi hanno vandalizzato i locali, imbrattandoli con svastiche naziste e volgari scarabocchi maschilisti. Quanto è accaduto è un chiaro segno del contesto sempre più decadente e violento che viviamo, della crescita delle destre e del diffondersi di una sub cultura sempre più retriva e autoritaria. È fondamentale reagire: esprimiamo solidarietà alle e ai compagni dell’ex-Asilo Filangieri, e invitiamo le persone e le realtà solidali ad unirsi e a partecipare alle iniziative di solidarietà che si terranno. La Comune Napoli 22/9/22Leggi Tutto

Da quattro giorni l’Iran è scosso da moltitudinarie mobilitazioni. Sono soprattutto ragazze e ragazzi, ariversarsi nelle piazze di città: sulle loro bocche il nome di Mahsa amini, giovane di origine kurda, morta a 22anni dopo essere stata arrestata a Teheran il 13 settembre dalla polizia morale per una ciocca di capellifuori dal velo. È la prima volta che donne e uomini si ritrovano insieme a dare vita a manifestazioni di taleportata contro il velo obbligatorio e la brutalità della repressione patriarcale e teocratica verso il generefemminile. Ci sono studentesse che bruciano il velo mentre gli studenti fanno loro da scudo, alcune sitagliano i capelli in segno di protesta. Risuonano gli slogan: “Donna, vita e libertà”, “Noi tutti siamo Mahsa,lottiamo assieme!”, “NonLeggi Tutto

Primavalle, periferia di Roma, 25 luglio. Quattro poliziotti in borghese entrano in un appartamento per un controllo. Poco dopo Hasib Omerovic, trentaseienne di origine rom, precipita dalla sua stanza al terzo piano fin sull’alfalto ed entra in coma. I dettagli che stanno emergendo in questi giorni sulla stampa grazie ad alcune testimonianze contraddicono le prime dichiarazioni, e lascerebbero poco spazio alle interpretazioni. È stato detto che era un controllo di routine, che Hasib – peraltro sordomuto – si era rifugiato nella sua camera, che forse provando a scappare era caduto dalla finestra. E invece la perquisizione non era autorizzata, l’appartamento è stato trovato devastato (una porta scardinata, un termosifone divelto, un bastone rotto, tracce di sangue) e più testimoni – traLeggi Tutto

Alika Ogorchukwu, nigeriano di 39 anni viveva in Italia da tempo, aveva una moglie e un bambino piccolo ed era conosciuto dalla gente per essere una persona buona e cordiale. Il 29 luglio si trovava a Civitanova Marche per lavoro ma ha trovato la morte: massacrato di botte in pieno centro da Filippo Ferlazzo che gli ha anche rubato il cellulare prima di allontanarsi. Per ucciderlo l’assassino ha usato la stampella con cui Alika era costretto a muoversi in seguito a un incidente.Di fronte a questa barbarie si può restare attoniti, provare repulsione e ribrezzo, o considerarla un fatto di cronaca e nutrire quell’indifferenza letale che ha attraversato tanti che in pieno centro hanno assistito all’omicidio senza provare a fermarlo. SarebbeLeggi Tutto

L’ennesimo omicidio razzista, in un Paese sempre più pericoloso per chi è immigrato,  ci chiama ad una forte reazione. Il nostro è un appello ai fratelli e sorelle immigrati, alle comunità, alle associazioni solidali e antirazziste: uniamoci per difendere la vita e combattere il razzismo e le violenze. La morte di Alika Ogorchukwu, ambulante nigeriano di 39 anni massacrato il 29 luglio in pieno centro a Civitanova Marche da Filippo Ferlazzo, dice dei rischi a cui siamo esposti ogni giorno e del bisogno di difenderci e sostenerci reciprocamente.Alika, infatti, viveva da tempo in quel luogo. Era conosciuto e apprezzato per essere una persona buona e tranquilla. Aveva una moglie ed un figlio piccolo. Chi lo ha ucciso ha usato la stampellaLeggi Tutto

Siamo addolorati per la scomparsa di Amedeo Ricucci e esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle persone che gli erano più vicine. Amedeo è stato un coraggioso giornalista che stava sul campo, documentando e informando sui più importanti conflitti: Algeria, Kosovo, Afghanistan, Iraq e altri. Era insieme ad Ilaria Alpi e Miran Hrovatin quando in Somalia furono uccisi e vicino a Raffaele Ciriello, il fotografo ucciso a Ramallah. Ha collaborato ad iniziative del Comitato in solidarietà con la rivoluzione siriana di cui eravamo parte con altre realtà. Per informare non esitava a rischiare la sua stessa vita ed ha testimoniato i massacri compiuti da Assad in Siria. E si è impegnato nella denuncia del trattamento degli Stati nei confronti degli immigrati. InLeggi Tutto

Lo sciopero della fame dei diretti interessati e le manifestazioni di solidarietà hanno per il momento sventato un efferato crimine di Stato: ieri sera, all’ultimo istante, è stata sospesa la deportazione di un primo gruppo di profughi dalla Gran Bretagna verso il Rwanda. Deportazione, traffico di esseri umani: come altro si può definire l’intento del governo britannico di “dislocare” in altro continente (secondo il linguaggio demo-ipocrita) i richiedenti asilo? Di spedire come pacchi postali a migliaia di chilometri di distanza persone approdate sull’Isola dopo esser sfuggite a guerre e persecuzioni, costrette ad attendere lì probabilmente per anni l’esito delle loro richieste di asilo? È una norma del tutto legale che, stando alle parole di un ministro della Corona, gode di unLeggi Tutto

Un terribile duplice omicidio espressione chiara della violenza patriarcale. Questo è quello che è successo pochi giorni fa a Sarzana, dove un maschio frustrato e violento ha ucciso una giovane donna Nevila Pjetri e una trans, Camilla Bertolotti, per semplice e puro odio antifemminile. Ai loro cari va la nostra più piena solidarietà e la nostra vicinanza. L’autore del gesto si è accanito contro le due vittime colpendo con efferatezza: la prima è stata uccisa perché è una prostituta – una donna che subisce ogni giorno sulla propria pelle la sopraffazione patriarcale di questo sistema che la costringe a vendere il proprio corpo – e la seconda probabilmente perché testimone del primo delitto. Un gesto espressione di una violenza diffusa cheLeggi Tutto