“Non venite negli Stati Uniti, noi continueremo ad applicare le nostre leggi e a difendere i nostri confini. Se venite sarete respinti. Voglio essere chiara con chi sta pensando di intraprendere quel pericoloso viaggio verso la frontiera”. Queste le parole della vicepresidente degli Stati Uniti, Kamala Harris, che ha poi cercato senza successo di ammorbidire la sua brutale chiarezza parlando di futuri aiuti economici ai paesi dell’America centrale. Dunque su questo terreno l’avvicendamento alla Casa Bianca produce cambiamenti minimi, perfino di stile. Ma milioni di persone dal Guatemala e dall’Honduras da El Salvador e dal Nicaragua  camminano verso nord in cerca di un futuro migliore, fuggendo alla morsa della povertà e della violenza seminate a piene mani da dittatori e gang criminali proliferate neiLeggi Tutto

Le recenti elezioni amministrative in Sassonia-Anhalt, ultimo test regionale prima delle elezioni generali di settembre, hanno visto un chiaro successo della CdU che con il 37,1% dei consensi guadagna il 7,1. Il partito conservatore di Angela Merkel, ormai ai suoi ultimi mesi di mandato, può così guardare con maggior fiducia alle chance del candidato a cancelliere Laschet di portare a compimento il ricambio alla guida del paese progettato e auspicato in prima persona dalla Kanzlerin. La CdU porta via voti alla socialdemocrazia, che prende un’altra dura batosta e si attesta all’8,4% in un processo di erosione progressiva dei consensi che appare sempre più difficile da contrarrestare, e anche alla Linke, diretta discendente del partito della dittatura comunista al potere prima dell’Leggi Tutto

Come cerca la democrazia israeliana di uscire dall’impasse di quattro elezioni generali in meno di due anni? Con un bombardamento su Gaza e centinaia di morti. L’accordo annunciato – mentre scriviamo, ancora da sottoporre al voto del parlamento – prevede un governo di coalizione con otto partiti tra i quali, per la prima volta, una formazione “arabo-israeliana”, cioè palestinese, e un esponente dei Fratelli musulmani come viceministro agli Interni. Il cinismo della politica in versione democratica non conosce limiti: l’accordo con l’occupante sionista è siglato quando ancora il fumo delle bombe non si è posato sulle macerie di Gaza. Non si tratta di un passo verso la ricomposizione di una società lacerata, come si vorrebbe far credere. È l’intento di approfondireLeggi Tutto

Riceviamo e pubblichiamo una lettera dalla Germania di Genni Silvestro, una lettrice , e la risposta a cura del redattore di questo sito Fabio Beltrame, condirettore de La Comune quindicinale Gli antifascisti di Francoforte festeggiano l ́8 Maggio e mandano un appello al Bundestag. “ Per un 8 maggio, come festa nazionale. Un giorno in cui si possa celebrare la liberazione dell’umanità dal regime nazista, come simbolo della liberazione, della soppressione del regime nazista “.L’8 maggio 1945, il regime nazista fu schiacciato dalla vittoria militare della coalizione anti-Hitler delle forze alleate, dai partigiani e dai combattenti della resistenza sulla Wehrmacht. Il regno del terrore, la guerra di sterminio e il genocidio (a cittadini tedeschi di origine ebraica, Rom-Sinti, disabili, lavoratori coatti,Leggi Tutto

Recentemente il Brasile è stato sorpreso dalla versione più divertente e insolita offerta da papa Francesco. Interpellato da un pretebrasiliano che gli chiedeva di pregare per il suo paese, ha spiazzato l’interlocutore rispondendo: “Per voialtri non c’è salvezza. Troppa cachaça [acquavita di canna da zucchero, ndt] e poche preghiere!”. Insomma, l’idea di persone irresponsabili che pensano solo a bere, a cantare e a ballare. Ciò che il simpatico papa forse ignora è che in Brasile “preghiamo” e,soprattutto, manifestiamo speranza e protestiamo danzando e cantando; è così da sempre, dai tempi in cui eravamo una colonia, da quando questa terra culturalmente fertile si è presentata al mondo. Proprio questa allegria stava venendo meno negli ultimi tempi: la cattiveriaha guadagnato terreno e causatoLeggi Tutto

Nel paese latinoamericano è stato ufficialmente riconosciuto che il numero di decessi causati dal coronavirus è in realtà il triplo rispetto a quanto finora ammesso; di conseguenza, il Perù è il paese al mondo con il più alto numero di morti in proporzione ai suoi abitanti. In questo drammatico contesto, il 22 maggio scorso si sono svolte a Lima e in altre città importanti mobilitazioni contro Keiko Fujimori, candidata della destra alle prossime elezioni del 6 giugno. Cortei animati da studenti, lavoratori, organizzazioni femministe, associazioni culturali e delle vittime della dittatura di Alberto Fujimori, padre di Keiko, attualmente in carcere per violazione dei diritti umani. Nel decennio della sua presidenza (1990-2000) vi furono decine di migliaia di omicidi e di sparizioniLeggi Tutto

Lo scorso 8 maggio un’orrenda strage è stata compiuta in una scuola di Kabul: l’autobomba ha provocato oltre sessanta vittime e centinaia di feriti, per lo più studentesse tra gli 11 e i 18 anni. I talebani hanno respinto ogni responsabilità per un crimine la cui efferatezza non è, purtroppo, una novità. Obiettivi designati: giovani donne, studentesse, di famiglia modesta, per lo più appartenenti a una minoranza etnica, quella hazara, e religiosa, musulmana sciita. Né le truppe internazionali – in procinto di lasciare il paese dopo 20 anni di occupazione – né le forze di sicurezza del governo hanno mai mostrato interesse a difenderle, nonostante i numerosi precedenti di questa permanente guerra contro persone innocenti e soprattutto contro le donne eLeggi Tutto

Proprio nel sessantesimo anniversario di un fallito golpe contro l’allora presidente De Gaulle, circa mille militari hanno firmato una incendiaria lettera aperta pronunciandosi su un presunto pericolo di guerra civile e contro “l’islamismo e le orde delle banlieu”. Tra i firmatari, anche una ventina di generali a riposo. Il governo minaccia sanzioni perché è stata infranta la regola del silenzio e dell’obbedienza dell’esercito alle autorità civili; la leader della destra Marine Le Pen, invece, solidarizza con i militari. Anche se la vicenda dovesse concludersi qui, essa è già inquietante e un pericolo contro le libertà delle persone comuni: una parte dell’esercito si esprime minacciosamente su alcuni degli aspetti più critici e laceranti della società francese, gettando benzina sul fuoco. Essa èLeggi Tutto

La scrittrice britannica Josephine Bartosh, impegnata nella difesa dei diritti delle donne e delle ragazze, denuncia su The Post Millennial l’esistenza negli Stati uniti di un mercato assai lucrativo rivolto a coloro che intendono cambiar sesso, e non solo persone adulte. Il cambio terminologico da “transessuale” a “transgender” e le modificazioni dei corpi affinché si adattino alla “identità di genere” ha portato al concetto di “infanzia transgender” che apre a un ventaglio di profitti: dalle protesi di pene di taglia infantile ai reality show, l’industria dell’infanzia transgender è una vergogna e scavalca qualunque limite morale. Ciò che dovrebbe suscitare allarme etico – interventi farmacologici e chirurgici nei confronti di ragazze e ragazzi per “alleviarne” l’angoscia mentale – si trasforma invece inLeggi Tutto

Scarica il volantino impaginato Fin dalla fondazione nel 1948 lo Stato d’Israele ha espropriato le terre di milioni di palestinesi incendiando le loro case, espellendoli, uccidendoli. Solo l’eroica resistenza del popolo, delle donne e dei giovani che hanno curato e difeso la vita, ha impedito il genocidio. I Palestinesi sono stati esiliati e dispersi, confinati nella “prigione a cielo aperto “ della striscia di Gaza, in Cisgiordania e sono stati oppressi e discriminati nello Stato d’Israele che continua la sua opera di pulizia etnica, aggressione e occupazione militare. Nelle ultime settimane a Gerusalemme est – zona occupata da Israele – la polizia e i coloni hanno cacciato e sfrattato palestinesi dalle loro case, dove vivevano da decenni. A questa ennesima ingiustiziaLeggi Tutto