Auguri a te qualunque sia il tuo credo: laico o religioso, musulmano o cattolico, protestante o ortodosso, indù o buddhista, ebreo o di altra religione, ateo o deista, umanista o internettiano, auguri per un confronto sereno, leale, fruttifero. Auguri a te che ti stai curando dal covid o aiuti persone care che si curano, auguri velati di tristezza a te che, come un po’ tutti noi, hai perso qualcuno durante la pandemia. Auguri di un futuro migliore che dipende sempre anche da noi, da come pensiamo e ci comportiamo, da come siamo con le altre e gli altri. Auguri e un rimprovero anche a te che non ti sei ancora vaccinato: guardati intorno e datti una mossa, conviene a te eLeggi Tutto

Così adesso state proponendo questi dialoghi su temi di attualità, come mai? In effetti i dialoghi per la nostra corrente umanista socialista non sono del tutto una novità. Nei nostri seminari e nelle nostre riunioni centrali proviamo a dialogare, lo abbiamo fatto anche nei nostri convegni: cerchiamo di elaborare assieme, di avvalorare ogni spunto e al tempo stesso di suscitare e vivere il protagonismo di ciascuna/o. D’altra parte nelle nostre relazioni migliori, ma anche nei primi incontri, tentiamo o dovremmo cercare di dialogare, no? Poi ci sono i dialoghi scritti che hanno per necessità un carattere parzialmente diverso: permettono un approfondimento più attento, una trattazione più organica ma non hanno la stessa vivacità. Già, ti riferisci ai dialoghi di Venerdì: ciLeggi Tutto

…per vivere meglio senza aspettare ma ritrovandosi, non solo con gli altri, ma con se stessi. Curarsi, per godersi la riapertura ma continuando a proteggerci a vicenda, vaccinandosi contro il covid e l’influenza ma anche contro l’imbecillità no vax. Visto che ci siamo: facciamo attività fisica quotidiana, aggiustiamo la dieta al miglior funzionamento del nostro metabolismo, evitiamo le sostanze tossiche, certe minacce sociali e gli individui molesti che purtroppo si aggirano. Curiamo la mente: già, ma come si fa? Innanzitutto conoscendosi meglio, che poi vuol dire conoscere e farsi conoscere dalle altre e dagli altri. Dirsi nel modo giusto ma soprattutto ascoltare, ascoltare ed ancora ascoltare. Quindi ascoltarsi: imparare a conoscere le meraviglie nascoste del proprio pensiero. Sentire quella fantastica tensioneLeggi Tutto

Incontrarsi, pensandoci bene, non è quasi mai banale. L’altra persona è come uno specchio, concavo o convesso, di noi stessi. Ci può suggerire qualcosa, spesso inavvertita, qualche volta bella altre volte brutta. Succede che quello sguardo sconosciuto non ci risulti però del tutto estraneo. In un’andatura proviamo a leggere una storia: arbitrario ma significativo. Un volto suscita una sensazione che ci spinge frettolosamente a una valutazione. Quando mamma ci diceva “attenta/o agli altri” lanciava un messaggio più profondo ed ambiguo di quanto credevamo. Perché incontrare gli altri è comunque la prima e costante scoperta speciale, letteralmente: la verifica elementare ma irrinunciabile del nostro essere umani. Umani perché siamo assieme, in relazione comunque: dobbiamo collaborare per realizzare grandi imprese o per fareLeggi Tutto

È così che ci sentiamo e vogliamo condividerlo con te, in questo autunno che si preannuncia più o meno caldo, gravido di possibilità, incertezze, contraddizioni.Insoliti perché cerchiamo un impegno straordinario, direttamente umano, non politico, contrariamente a chi ci invita ad una squallida e pericolosa normalità.Insoliti perché questa pandemia ci ha rafforzato in una convinzione fondamentale: la domanda chiave riguarda chi siamo ciascuna/o, in relazione, assieme. Il che fare viene dopo e dipende da questo.Insoliti perché siamo convinti che le grandi idee appartengano alle persone comuni che si coltivano, imparano, teorizzano in comune senza annoiarsi o confondersi appresso a cattedratici asserviti, confusi e talvolta anche un po’ rinko.Insoliti perché crediamo che, ohibò!, esista una natura umana costituita da donne e uomini eLeggi Tutto

Emozioni, quando sentiamo che ricomincia l’anno, dopo l’estate, e avvertiamo la fibrillazione di un possibile nuovo inizio.Quando si fanno progetti e propositi per i mesi a venire e proviamo un po’ di malinconia per le vacanze trascorse (chi ha potuto goderne), ma anche la voglia di rivedere coloro con cui si condividono gli ambiti intimi, lavorativi, scolastici.Quando, dopo quasi due anni di pandemia sofferta anche nei suoi effetti secondari, il bisogno di mobilitarsi contro le ingiustizie si combina con la gioia di ritrovarsi, dal vivo e con tutti se stessi. La differenza si sente eccome tra un dibattito via zoom e un’assemblea “in presenza”, tra l’invio di una mail e l’offerta di un volantino con le mani, lo sguardo, la voce.Leggi Tutto

Non è necessario che siamo noi a convincervi di quanto la tecnologia digitale stia peggiorando la vita di tutti e dei più giovani in particolare: chi usa il potere delle macchine per controllare la società o per arricchirsi, come ad esempio chi comanda nei palazzi di Pechino o delle grandi major tecnologiche, sa meglio di chiunque altro che l’abuso di questi strumenti è dannoso e pericoloso. Infatti in Cina il governo inasprisce le misure restrittive che vietano ai minori di utilizzare i videogiochi più di 3 ore a settimana (un’ora al giorno nel week-end). I media e alcuni medici cinesi le chiamano “droghe elettroniche” e il Partito-Stato, per i suoi interessi, ne disciplina l’uso perché sono un pericolo per la saluteLeggi Tutto

Gli esseri umani vivendo rappresentano la propria vita, quindi provano a identificarsi individualmente, relazionalmente, collettivamente. Le rappresentazioni identitarie si intrecciano tra loro, perciò non avvengono mai in condizioni mentalmente libere. Ci influenziamo a vicenda mentre le ideologie dominanti esercitano il loro potere sempre negativo, spesso devastante. La libertà di identificarci non è mai solo personale ed è necessariamente complessa come la nostra esistenza perché riguarda i vari aspetti delle soggettività. Così succede che in diverse epoche oppressive la questione del “chi siamo?” viene posta concentrandosi su un aspetto trascurando o sottovalutando gli altri.Alla fine dello scorso millennio per chi anelava alla liberazione l’identità sociale aveva un ruolo preponderante. L’anelito collettivo era schiacciante mettendo in secondo piano l’identità personale, la cui esigenzaLeggi Tutto

Sin dall’inizio.Nel nascere, nello sforzo psicofisico combinato e condiviso con la donna che ci partorisce, nello spingerci verso la vita.Mentre si cresce.In ogni conquista motoria e mentale, affettiva e comunicativa. Nei processi sottesi a ogni sguardo, sorriso, gesto provato e riprovato con tenacia, vissuti in prima persona ed essendo protesi verso altre e altri, grandi e piccoli, con cui sviluppiamo la nostra intersoggettività.Prendendo coscienza.Interrogandosi su chi si è e come nel mondo, con e grazie ad altre persone. Nello scegliere chi voler essere e diventare, chi e come amare; se essere succubi di sedimentazioni sociali e culturali preesistenti o protagonisti attivi di collettività scelte.Maturando.Interpretando i cambi della propria e altrui biologia e delle facoltà, quella sentimentale compresa, della riflessività e dellaLeggi Tutto

L’ amore è il primo e l’ultimo venuto. C’è all’inizio, c’è anche adesso. Lo riconosciamo? Possiamo trovare la sua forza dentro di noi se ne sappiamo l’origine anche fuori, nelle scelte e nelle cure delle donne che ci danno la vita. Riconoscendole sentiremo il battito dell’umanità che è in noi, donne e uomini che nasciamo con amore per amare. Ne saremo consapevoli, degni, capaci? L’amore libero per davvero è un sentimento che gonfia le vele del pensiero del nostro essere nel mondo per amore, con amore, fra altri esseri amorosi. L’amore libero per davvero è molto di più, è molto diverso. È qualcosa che non sappiamo ancora, perché non possiamo saperlo da soli. È qualcosa che scegliamo. Ogni scelta comporta rinunceLeggi Tutto