…ci sveglieremo inondati dal sole, con una voglia irresistibile di andare verso il mare oppure di camminare tra i monti o di scivolare sul lago; sentiremo l’allegro chiasso delle bimbe e dei bimbi in cortile, ci faremo quattro chiacchiere con la signora del piano di sopra, vedremo sorridendo che quella ragazza del palazzo accanto sta uscendo finalmente con quel ragazzo, complici i cani che accompagnano; carezzeremo una persona amata con una dolcezza insolita. Ci chiederemo se è un sogno e ci convinceremo che no: è vero, ne stiamo uscendo. Avvertiremo una fiducia incontenibile che si fa strada e la gioia che ne deriva, ma non dimenticheremo; e le lacrime scenderanno ricordando le persone più fragili che soffrono e quelle che nonLeggi Tutto

Arrivano o no questi vaccini? Altre chiusure? Ma quando ne usciremo? Insomma: possiamo solo aspettare? Noi pensiamo invece che si tratta più che mai di proiettarci nella vita, mantenendo alta l’attenzione e la prudenza. Perciò in questo numero del giornale vi parliamo del bene, della logica affermativa, di una certa idea e pratica di scuola e di qualcosa di intimo che suscita tutto ciò. Una forza misteriosa ci anima, ma ci riguarda davvero tutti? Proviamo a pensarci. Noi ed assieme alle altre e agli altri. A coloro che amiamo, conosciamo o semplicemente avvertiamo empatici, disponibili, volenterosi o indifferenti con stimoli. Per una volta lasciamo perdere quegli altri: padroni e governanti, generali e caporali, cattivi e retrivi. Con loro possiamo coincidere nelLeggi Tutto

Ci svegliamo ogni mattina pensando quando e come ne usciremo. Adesso che al governo c’è questo signore un po’ diverso ma mica meno padronale, con la sua maggioranza di marionette arlecchino, forse ci aspettiamo che perlomeno faccia qualcosa contro la pandemia ma subito valutiamo i danni collaterali che ci arrecherà. Però arriva un momento della giornata in cui, casomai per una gentilezza inattesa o un sorriso radioso, per un’intuizione vivace o una riflessione profonda, scopriamo che abbiamo voglia di reagire adesso, in prima persona, in relazione ed assieme. Proviamo a coltivarlo questo desiderio, non lasciamolo scappare. Diamogli corpo mentre camminiamo, facciamolo trapelare dallo sguardo e proviamo a scorgerlo nelle altre e negli altri. Cerchiamo di trovare ed indirizzare quel meraviglioso edLeggi Tutto

Salvezza? Perdizione? O “solo” una possibilità di migliorare?Tempi migliori? Tempi peggiori? O tempi nostri?Magie del big pharma? Estinzione naturale del virus? Oppure una cooperazione umana responsabile, esplicita, appassionata?Un prolungamento della dinastia del Conte? Una bella crisi di governo con contorno elettorale? O invece un’iniziativa costante di reciprocità e solidarietà tra le persone?La crescita ulteriore dell’indifferenza e dell’inerzia? La rabbia perversa dei retrivi stile Capitol Hill? O forse il risveglio della gente comune volenterosa e vogliosa di cambiare già?L’egoismo dilagante in cattiveria? La carità che non va molto lontano? O l’altruismo propositivo che unisce le persone?La prossima stagione su Netflix? Il festival di Sanremo? O magari (ri)scoprire Orwell e la Eliot?Estraneità sociale crescente? Intossicazione web? Oppure pensare e praticare buone conoscenze?Un po’Leggi Tutto

Capitol Hill, l’ultima puntata di questa stagione della serie “democrazia”, cinque persone la guardano.Grace è a New York, trentenne laureata, sposata, lavora all’università. Inquieta, da mesi non esce a causa della pandemia, osserva le ultime scene. Adesso pensa: con Joe e Kamala andrà meglio. Andrà meglio? Non ne è così sicura pensando a quei bambini neri ed ispanici che vivono solo qualche isolato più in là, dove non è infrequente sentire colpi di pistola. La serie riprenderà certamente, ma come andrà a finire? Cerca consolazione in un libro, le capita tra le mani American psycho, l’inquietudine cresce, forse bisogna tornare alle radici così aspre e velenose del grande ed oggi maledetto Paese.Isabelle vive in rue Saint-Jacques, ha passato i cinquanta, èLeggi Tutto

Progettare un futuro migliore, proprio ora che la loro normalità implode e ci mette a prova? Sì! C’è il tempo, se lo interpretiamo assieme. Ne siamo capaci se lo vogliamo, possiamo riuscirci se lo scegliamo. Di che si tratta? Ma delle nostre vite! Che altro sennò? Dei nostri mondi (interni innanzitutto) piccoli, importanti, interconnessi che possono cambiare in meglio se la smettiamo di credere che il grande mondo confuso possa volgere al bello all’improvviso. È una balla colossale e strumentale di chi vuole continuare a possederlo e peggiorarlo. Quindi ricominciamo da noi che siamo anche gli altri, quelli volenterosi, disponibili, operosi, riflessivi (ahia!?) che si e ci dicono, ascoltiamo e veniamo ascoltati. Cerchiamo: cerchiamoli, cerchiamoci con fiducia e pazienza. Abbiamo grandiLeggi Tutto

L’identità biologica è un principio fondante delle soggettività umane; lo è per gli individui, per i rapporti, per le collettività. Riconoscere i generi della specie e riconoscersi come parte del genere femminile o di quello maschile è presupposto indispensabile per compiere scelte di vita libere e autentiche. Il genere femminile è prima scaturigine dell’umanità tutta, grazie alla sua capacità di generare ed educare, cominciando dall’infanzia. La presa di coscienza femminile è presupposto decisivo per cambiare la condizione di oppressione sofferta tutt’ora dalle donne nel mondo intero. Di più: l’idea e la pratica di sorellanza e unione tra le donne rappresenta un principio di qualunque miglioramento umano. Questi motivi fondamentali vengono attaccati, subdolamente e clamorosamente, da lobbies accademiche e di potere attraversoLeggi Tutto

E se domani, dopo precauzioni e cure ci sentissimo fiduciosi e cresciuti? E se domani, dopo aver tenuto accuratamente le distanze scoprissimo un nuovo significato di vicinanza? E se domani, dopo la costrizione fisica e la mortificazione (senti)mentale, riassumessimo la nostra interezza psicosomatica? E se domani, passata l’emergenza ci accorgessimo che questa normalità non ci piace affatto perché ci sentiamo eccezionali? E se domani, dopo averle tenute correttamente togliendoci le mascherine imparassimo con rinnovato rispetto a guardarci negli occhi? E se domani, dopo averli evitati per necessità incontrassimo gli altri per benessere reciproco? E se domani, dopo le emozioni negative dettate dalla paura, riscoprissimo e riflettessimo su quelle positive che ci danno il coraggio di vivere? E se domani, dopo ilLeggi Tutto

La pandemia continua a imperversare com’era previsto e resta difficile da contrastare. In questo paese si espande, colpisce tutte le fasce d’età ed in modo più omogeneo geograficamente, statisticamente ad oggi la sua carica letale è più bassa che a marzo-aprile. Politici, giornali e tv ripetono ossessivamente ciò che già sappiamo: la situazione è grave. L’informazione ufficiale alimenta la paura come se questo servisse a responsabilizzare la gente. È vero il contrario: la paura genera ansia, facilita la disattenzione, non aiuta la comprensione. Nel frattempo i governanti non si assumono le proprie responsabilità. Prima tra tutte non aver sostenuto il personale sanitario e non averlo rafforzato anche nelle strutture necessarie, quindi non aver riorganizzato i trasporti per evitare l’ammassarsi nelle oreLeggi Tutto

Quasi un milione di morti per Covid-19 e i No Mask negazionisti scendono in piazza. Si aspetta il vaccino per arginare la pandemia e i No Vax farneticano banali falsità. Complottisti di ogni risma inventano bugie reazionarie. Le destre fascistoidi si uniscono al loro fianco sempre più incattivite. C’è anche chi nega che le donne e gli uomini siano mai esistiti e così facendo nega tutta la specie umana già lacerata da patriarcato e razzismo. Tv e giornali asserviti agli Stati certo non contribuiscono a fare chiarezza, mentono e confondono; Internet è la principale cassa di risonanza per fandonie, brutture e criminalità assortite che inquinano le menti tramite i pc e gli smartphone. Anche guardando la politica l’irrazionalità sembra farla daLeggi Tutto