Primavalle, periferia di Roma, 25 luglio. Quattro poliziotti in borghese entrano in un appartamento per un controllo. Poco dopo Hasib Omerovic, trentaseienne di origine rom, precipita dalla sua stanza al terzo piano fin sull’alfalto ed entra in coma. I dettagli che stanno emergendo in questi giorni sulla stampa grazie ad alcune testimonianze contraddicono le prime dichiarazioni, e lascerebbero poco spazio alle interpretazioni. È stato detto che era un controllo di routine, che Hasib – peraltro sordomuto – si era rifugiato nella sua camera, che forse provando a scappare era caduto dalla finestra. E invece la perquisizione non era autorizzata, l’appartamento è stato trovato devastato (una porta scardinata, un termosifone divelto, un bastone rotto, tracce di sangue) e più testimoni – traLeggi Tutto

Vicino alla stazione Centrale di Milano una giovane eritrea è stata accoltellata gravemente dall’uomo, anch’esso eritreo, che la considerava di sua proprietà per averla “comprata” per 13.000 euro dalla sua famiglia. Lei però non aveva mai voluto raggiungerlo in Germania. Anzi, era arrivata da poco in Italia per cercare una nuova vita. Lui l’ha raggiunta e, non riuscendo a convincerla a seguirlo, l’ha colpita con un grosso coltello che aveva con sé.Alla giovane donna va la nostra solidarietà. Sappiamo che il viaggio verso l’Italia è stato difficile e la sua scelta ci dice che la ricerca di libertà delle donne è inarrestabile e mette in discussione il patriarcato in decadenza, che perciò sferra i suoi attacchi per mano di maschi violentiLeggi Tutto

Alika Ogorchukwu, nigeriano di 39 anni viveva in Italia da tempo, aveva una moglie e un bambino piccolo ed era conosciuto dalla gente per essere una persona buona e cordiale. Il 29 luglio si trovava a Civitanova Marche per lavoro ma ha trovato la morte: massacrato di botte in pieno centro da Filippo Ferlazzo che gli ha anche rubato il cellulare prima di allontanarsi. Per ucciderlo l’assassino ha usato la stampella con cui Alika era costretto a muoversi in seguito a un incidente.Di fronte a questa barbarie si può restare attoniti, provare repulsione e ribrezzo, o considerarla un fatto di cronaca e nutrire quell’indifferenza letale che ha attraversato tanti che in pieno centro hanno assistito all’omicidio senza provare a fermarlo. SarebbeLeggi Tutto

L’ennesimo omicidio razzista, in un Paese sempre più pericoloso per chi è immigrato,  ci chiama ad una forte reazione. Il nostro è un appello ai fratelli e sorelle immigrati, alle comunità, alle associazioni solidali e antirazziste: uniamoci per difendere la vita e combattere il razzismo e le violenze. La morte di Alika Ogorchukwu, ambulante nigeriano di 39 anni massacrato il 29 luglio in pieno centro a Civitanova Marche da Filippo Ferlazzo, dice dei rischi a cui siamo esposti ogni giorno e del bisogno di difenderci e sostenerci reciprocamente.Alika, infatti, viveva da tempo in quel luogo. Era conosciuto e apprezzato per essere una persona buona e tranquilla. Aveva una moglie ed un figlio piccolo. Chi lo ha ucciso ha usato la stampellaLeggi Tutto

Nei giorni scorsi la procura di Piacenza ha emesso ordini di cattura con provvedimento di arresti domiciliari contro otto dirigenti del sindacalismo di base Si. Cobas e USB  della logistica. Sono accusati di aver proclamato scioperi e mobilitazioni per conquistare  – a livello aziendale e attraverso la contrattazione integrativa – migliori condizioni normative e salariali rispetto al contratto nazionale di categoria, cioè di agire per maggiori diritti e un lavoro degno ! È un fatto gravissimo e senza precedenti e che minaccia il diritto di sciopero, e non solo, per tutti. È un atto giudiziario di carattere repressivo verso chi ha diretto le lotte nel settore della logistica di Piacenza ( GLS, Amazon, Fedex-Tnt- SDA, ecc )  e colpisce tutte leLeggi Tutto

Siamo addolorati per la scomparsa di Amedeo Ricucci e esprimiamo tutta la nostra solidarietà alle persone che gli erano più vicine. Amedeo è stato un coraggioso giornalista che stava sul campo, documentando e informando sui più importanti conflitti: Algeria, Kosovo, Afghanistan, Iraq e altri. Era insieme ad Ilaria Alpi e Miran Hrovatin quando in Somalia furono uccisi e vicino a Raffaele Ciriello, il fotografo ucciso a Ramallah. Ha collaborato ad iniziative del Comitato in solidarietà con la rivoluzione siriana di cui eravamo parte con altre realtà. Per informare non esitava a rischiare la sua stessa vita ed ha testimoniato i massacri compiuti da Assad in Siria. E si è impegnato nella denuncia del trattamento degli Stati nei confronti degli immigrati. InLeggi Tutto

Da un recente sondaggio* sull’invio di armi all’Ucraina, risulterebbe che una maggioranza degli intervistati sarebbe contraria. Vi si può leggere un segnale confortante, visto che la maggioranza della politica è orientata al contrario. Fa però ulteriormente riflettere il fatto che tra il quasi 40% dei favorevoli all’invio di armi, ben il 74% di essi si riconoscerebbe nel centrosinistra. Ci si sarebbe forse aspettato l’opposto. Non è facile oggi identificare chi sia elettore di un determinato schieramento. Da tempo vi è infatti una grande fluidità anche sul piano degli orientamenti elettorali, espressione di una perdita di riferimenti reciproca tra politica e persone comuni che si combina con l’implodere degli assetti sociali. In altri termini, chi oggi voterebbe, per esempio, centrosinistra non necessariamenteLeggi Tutto

“Quanto sappiamo davvero di come sta andando la guerra? C’è qualcuno che sappia davvero quanti siano i caduti e quanti mezzi siano stati perduti?”. Interrogativi importanti, se non fosse che a porseli è Beth Sanner, ex veterana oggi in forza ai servizi di intelligence statunitensi; la domanda sorge dunque spontanea: a noi lo chiedi? Dovrebbe sapere e non sa anche la direttrice dell’intelligence nazionale, Avril D. Haines, che in un’audizione al senato afferma: “È molto difficile capire quanti ulteriori aiuti l’Ucraina possa assorbire. Di fatto, abbiamo un quadro molto più chiaro della situazione russa che di quella ucraina”. Vorremmo solo che il candore con cui confessa la propria ignoranza fosse disarmante, invece gli Usa continuano a stanziare milioni per armare Kiev,Leggi Tutto

Uniamoci per la pacificazione, contro logiche e pratiche belliche Protagoniste/i per migliorare la vita assieme Siamo contro la costruzione di una nuova base militare a Coltano. Lo Stato italiano con questa sua decisione sceglie di aumentare la militarizzazione di un territorio e di accrescere il clima bellico in questo paese. Ma non ci stupiamo perché tutti gli Stati fanno le guerre: le minacciano, le preparano, le giustificano, le fanno (e non le finiscono) e ci si arricchiscono. Tutti gli Stati promettono sicurezza ma alimentano i pericoli fabbricando e spacciando armi, dicono di riqualificare i territori e invece deturpano e devastano l’ambiente, promuovono per le donne “pari opportunità” di dominare e uccidere mentre offrono lo stupro come salario per maschi assassini eLeggi Tutto

Il 30 aprile, senza alcun confronto con le parti sociali, il governo ha emanato un Decreto Legge di riforma/peggioramento della scuola pubblica italiana. Un capolavoro di incapacità politica e di disprezzo per tutto il personale della scuola. Cosa prevede questo decreto che entro il 30 giugno rischia di diventare legge se approvato dal Parlamento? Un percorso a ulteriori ostacoli per accedere alla professione docente e all’insegnamento vero e proprio con l’assunzione in ruolo; il taglio di circa 10.000 docenti ed educatori per finanziare, con l’intento di creare di nuovo lacerazioni ulteriori nella categoria, un piano di formazione e di incentivi per chi accetta di sottoporsi all’aggiornamento di “deformazione professionale”; la negazione del riconoscimento della professionalità maturata svolgendo l’insegnamento e il lavoroLeggi Tutto