Un sedicente sindacato denominato FISI (Federazione Italiana Sindacati Interconfederali) ha proclamato uno sciopero “ad oltranza” dal 15 al 20 ottobre, con l’obiettivo principale di abolire il green pass e contrastare le vaccinazioni anticovid, pescando nel torbido del complottismo e dell’egoismo sociale presente anche nel mondo del lavoro. Nelle dichiarazioni degli organizzatori si arriva perfino a paventare l’insurrezione sociale contro la presunta dittatura sanitaria. A capo di questo sedicente sindacato ci sono personaggi opachi, alcuni dei quali afferenti all’area dell’estrema destra. Mettiamo all’erta i lavoratori per non cadere nel gorgo delle fake news di stampo fascista o trumpiano alimentato soprattutto sul web. I fascisti non sono mai stati amici dei lavoratori e tantomeno delle lavoratrici, degli immigrati e delle immigrate, puntano soloLeggi Tutto

L’Anief, una piccola associazione sindacale cresciuta a colpi di ricorsi e di scarsa idealità, ha indetto per il primo giorno di scuola uno sciopero contro l’obbligo di Green pass nella scuola e per la riduzione del numero di studenti per classe. Obiettivi apparentemente positivi. Sennonché ci consta che l’Anief abbia serenamente firmato (a parte l’ultimo) tutti i protocolli di sicurezza in cui non si fa mai menzione della riduzione del numero di alunni per classe. Perché questo cambio? Logiche politiche e divisioniste volte a depotenziare lo sciopero da tempo indetto da tutto il sindacalismo di base per l’11 di ottobre, sciopero che tra le altre rivendicazioni ha anche quelle dell’opposizione al Green pass e della riduzione del numero di alunni perLeggi Tutto

Settembre. Ricomincia l’anno scolastico e nonostante lo sbandierato stanziamento di fondi straordinari nessuno degli interventi che veramente metterebbe in sicurezza la scuola in presenza è stato né progettato né tantomeno realizzato.Per la tutela della salute di tutti, dentro e fuori la scuola, è necessario intervenire su riduzione delle classi pollaio, stabilizzazione e incremento degli organici, investimenti sostanziali per adeguare l’edilizia scolastica e il trasporto pubblico, garantire distanziamento fisico e tracciamento con tamponi salivari diffuso e gratuito.I fondi sono stati dirottati su progetti contingenti -piano scuola estate- e ancora il digitale (vedi articolo su Il Sole 24 ore del 10 agosto 2021 e documentazione recentemente pubblicata dai Cobas). Suona la prima campanella e lo scenario nelle scuole è come lo scorso anno,Leggi Tutto

Sono usciti i risultati delle prove Invalsi di quest’anno e con grande evidenza dimostrano una cosa tanto elementare quanto significativa: le competenze selezionate, schematizzate e catalogate da Confindustria per valutare le scuole tramite le prove Invalsi sono largamente peggiorate negli ordini di scuola dove maggiormente si è ricorso alla didattica digitale. Tutta la retorica, non solo istituzionale, per cui la digitalizzazione oltre a fare fronte all’emergenza pandemica, sarebbe stata il modo migliore per modernizzare l’istruzione e la preparazione al mondo del lavoro cade impietosamente sotto i loro stessi criteri: nelle scuole medie più di una persona su tre non raggiunge la sufficienza in italiano e quasi una su due non la raggiunge in matematica; alle superiori sono insufficienti circa il 50%Leggi Tutto

Scarica appello impaginato Siamo educatrici e educatori, insegnanti, caregivers. Ispirandoci alla Dichiarazione “Di alcune verità e libertà fondamentali”* ci sentiamo chiamate/i in causa perché ci dedichiamo ad accompagnare la crescita di bimbe/i e ragazze/i e proprio per ciò siamo intenzionati ad affermare l’umanità e a difenderla dagli attacchi in atto. Questo appello è rivolto a tutte/i coloro che credono nel valore dell’educare.      Vogliamo educarci ed educare all’umanità, riconoscendo che la nostra specie è unitaria, accomunata da caratteristiche uniche e affermative che riguardano la nostra interezza psicofisica. Conseguentemente insegniamo che le razze non esistono e che il razzismo – vecchio e nuovo – è un’invenzione infondata e terribile, come ci dimostrano le scienze biologiche. Vogliamo educare alla possibilità tutta umana di immedesimarsi, conoscersi, comprendersi, collaborare, perciò diLeggi Tutto

Imparare. Insegnare. Costruire relazioni umane positive di accrescimento, che sospingano la curiosità per la vita; sollecitino sensi e facoltà; suscitino interessi culturali; si battano per l’affermazione positiva di ciascuna/o con gli altri, nel riconoscimento della comune umanità e dei due generi che la compongono. La scuola potrebbe essere questo e molto altro. Cosa c’entra con la normalità diffusa, con ciò che viene imposto quotidianamente? Cosa c’entra con l’autoritarismo e la competizione, l’istruzione e il nozionismo, la digitalizzazione e l’esclusione tipici della scuola di Stato? Secondo noi nulla. Per questo ci battiamo per una scuola diversa, quindi: Sì all’unione nella difesa di questioni essenziali che si sta dando fra gli insegnanti e gli altri lavoratori della scuola, le famiglie e gli studenti.Leggi Tutto

Per rendere possibile un’altra scuola, proviamo innanzitutto a immaginarla.Una scuola in cui si impara l’amicizia, non il conflitto.Una scuola in cui si prova a conoscere e a conoscersi, non ad ignorare se stessi, gli altri e le altre.A declinare al femminile, non solo al maschile.A vivere il rispetto come condizione basilare, non come concessione arbitraria.A collaborare, non a competere.A crescere insieme, non contro altri/e.Ad accogliere, non ad escludere.Ad ascoltare, non ad urlare.A comprendersi, non ad etichettare.A parlare soprattutto, e a twittare o chattare di meno.A sentirci e a saperci nel mondo, non ad isolarci.A valutarsi lealmente per migliorare, non a subire verdetti mortificanti.A riconoscere la propria originalità, non ad omologarsi. A condividere ciò che si sa, non ad esibire fredda erudizione.ALeggi Tutto

Il governo, tramite l’agenzia ARAN, e tutti i sindacati “maggiormente rappresentativi” hanno siglato nel mese scorso un accordo che limita ulteriormente il diritto di sciopero nella scuola. Oltre alle pesanti limitazioni già in vigore sono previste varie ulteriori restrizioni: divieto di proclamare scioperi per più due giorni consecutivi, multe di migliaia di euro per i sindacati che violassero il divieto e fino a 1000 euro per chi sciopera in scioperi non riconosciuti, non si potranno proclamare scioperi in determinati periodi, verranno inviate comunicazioni alle famiglie sulla adesione agli scioperi convocati in precedenza da ciascun sindacato promotore, si mantiene, bontà loro, l’invito (e non l’obbligo) di comunicare la propria intenzione sullo sciopero, ma si prevede che si possa essere invitati dal DirigenteLeggi Tutto

Scarica il volantino qui Scarica la lettera degli insegnanti de La Comune qui Vogliamo ritornare nelle aule in sicurezza. Vogliamo che il contagio non cresca: vogliamo tutelare la salute di chi va a scuola e delle loro persone. La scuola di Stato mette in pericolo la salute del corpo in classi affollate, con la mancanza di trasporti, di organico e di spazi, su cui niente è sostanzialmente cambiato da marzo 2020. Vogliamo che il contagio non cresca e non vogliamo più cadere in DAD. La scuola di Stato mette in pericolo la salute della mente con l’uso sfrenato del digitale in parziale, se non totale, sostituzione della didattica in presenza. Così facendo, la sensorialità e le facoltà di studenti e insegnantiLeggi Tutto

Sabato 12 dicembre, durante un’iniziativa indetta a Napoli da Priorità alla scuola (Napoli), Usciamo dagli schermi, Scuole aperte sempre e La Scuola fa bene alla salute, un gruppo di organizzatori ha di fatto impedito la diffusione del volantino de La Comune “Riapriamo le scuole in sicurezza” nei pressi del presidio, intimando di allontanarsi e di diffondere in un altro luogo, asserendo che non era in linea con i contenuti dell’iniziativa, in quanto la sicurezza e la salute delle bimbe e bimbi e delle persone che vivono quotidianamente la scuola non sarebbe una priorità in questo momento. Denunciamo la gravità dell’accaduto, perché siamo contro ogni prepotenza, arroganza e logica divisionista, proprio in un momento in cui ci si dovrebbe unire maggiormente perLeggi Tutto