Giuliano De Seta aveva 18 anni, era uno studente ed è morto mentre lavorava. La scuola lo aveva inviato in una fabbrica per la cosiddetta “alternanza scuola-lavoro” dove una lastra di acciaio ha spezzato la sua giovane vita. Oltre l’immenso dolore, per la sua famiglia, in questi giorni è arrivata la beffa. L’INAIL (l’Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) ha deciso che la morte di Giuliano non merita alcun indennizzo, perché era uno “stagista” e non un operaio della ditta. Solo uno stagista capo-famiglia, cioè che avesse dei familiari a carico, avrebbe potuto ottenerlo, ma non un ragazzo di 18 anni, secondo il cinico “regolamento” di quel pezzo di Stato che dovrebbe garantire i lavoratori in caso di infortunio. Giuliano nonLeggi Tutto

Tra sfruttamento e tecnologia: la vita non conta Sentiamo la vicinanza con Sebastian Galassi, l’ennesimo giovane lavoratore morto sul lavoro, ed esprimiamo ai suoi cari la nostra più piena solidarietà. Sebastian era un rider della Glovo, morto sul lavoro, mentre percorreva le vie di Firenze per una consegna, vittima di un incidente stradale. Vogliamo reagire sentimentalmente, umanamente e praticamente ad una morte assurda, e ai suoi mandanti: potenti, politici, multinazionali e padronato. E ad una tecnologia che attraverso un software aziendale, comunica alla famiglia il licenziamento di Sebastian il giorno dopo per “mancato rispetto dei termini e condizioni”. Sono angherie, ingiustizie, prepotenze, mortificazioni e ricatti che queste, e tante altre, persone che lavorano provano ogni giorno. La tecnologia è sempre piùLeggi Tutto

Difendiamo il diritto di incontrarsi e riunirsi nelle scuole No all’autoritarismo dei presidi All’istituto Pio La Torre di Palermo, nei giorni scorsi, la preside ha richiesto l’intervento della Digos per reprimere la protesta degli studenti del Collettivo Autonomo, organizzata dagli stessi poiché gli era stato negato il permesso a svolgere un’assemblea in presenza sulla guerra in Ucraina. La dirigente per giustificarsi ha rivendicato il rispetto delle misure anti Covid. La determinazione dei giovani che, anche a seguito di queste misure non si sono fermati, ha costretto la preside ad accettare l’autorizzazione dell’assemblea di istituto che si svolgerà mercoledì 13 aprile prossimo. Siamo solidali con la scelta degli studenti di non subire la protervia crescente di presidi che si atteggiano a sceriffiLeggi Tutto

Siamo nel 2022 e in Europa è scoppiata la guerra. Putin ha invaso l’Ucraina, dopo anni di giochi politici e schermaglie belliche con la NATO per il controllo della zona. Ci riguarda tutti. Perché la difesa della vita e della pace ci riguarda tutti. Quando diventiamo giovani, sentiamo la potenza dirompente della vita, che è una possibilità e una responsabilità. Oggi abbiamo insieme la possibilità e la responsabilità di schierarci e di mobilitarci in difesa della vita, per la pace tra i popoli, per la nostra stessa umanità. Oggi possiamo scegliere se restare indifferenti e affidarci agli Stati guerrafondai, o se scuoterci e fare la differenza insieme. La pace dipende da tutti e tutte noi. La politica non ha cuore laLeggi Tutto

Nei giorni scorsi una protesta ha animato le studentesse e gli studenti del liceo romano Righi.   La reazione è nata dopo che una loro compagna ha ricevuto degli insulti da parte di una professoressa per la sua maglietta alzata sulla pancia. In particolare la donna le ha dato, indirettamente, della prostituta.   Importante la solidarietà che la studentessa ha ricevuto dalle compagne e compagni di scuola. In occasioni come queste ci possiamo rendere conto di quanto sia importante schierarci assieme contro il maschilismo ed il patriarcato intrinseco nella società e nelle istituzioni, non a caso la preside è più attenta a mantenere una buona immagine piuttosto che denunciare duramente l’accaduto.   Solidarizziamo con la ragazza, e sosteniamo la protesta, perché non rimangano silentiLeggi Tutto

Un’occupazione molto coraggiosa quella delle studentesse e degli studenti del liceo Valentini- Majorana a Cosenza, perché mossa dalla volontà di reagire contro le molestie sessuali perpetrate da parte di un professore in un clima di omertà e indifferenza da parte della stessa dirigenza scolastica. La decisa e preziosa reazione è partita da una giovane donna, Diana, che aveva subito delle molestie nella stessa scuola 3 anni prima. Il suo coraggio ha dato la forza a molte altre giovani donne di reagire e di unirsi e adesso, con questa importante occupazione, in molti, ragazze e ragazzi, stanno esprimendo la loro solidarietà. Sembra che la scuola (preside e altri docenti), fosse a conoscenza da tempo di ciò che stava succedendo all’interno del liceo:Leggi Tutto

Dopo gli scontri di domenica 23 gennaio a Roma, anche ieri, venerdì 28 gennaio, a Milano, Napoli, Roma e soprattutto a Torino, la polizia ha represso le mobilitazioni. A causa di cariche e manganellate, decine di studenti sono rimasti feriti. La repressione poliziesca è ancor più vergognosa visto che ciò accade in una giornata dedicata a Lorenzo Parelli, il ragazzo di 18 anni morto la settimana scorsa mentre svolgeva l’alternanza scuola-lavoro in un’industria meccanica vicino Udine. Le manifestazioni si sono date in molte delle principali città italiane ma purtroppo sono state poco partecipate. Ovunque è stata denunciata la drammatica situazione delle scuole che sempre più assomigliano ad aziende in cui si viene formati ad essere sfruttati e precari. Difendiamo la libertàLeggi Tutto

Scarica il pdf impaginato Domenica 23 gennaio diversi giovani delle scuole di Roma hanno protestato davanti al Pantheon per reagire ed essere vicini a Lorenzo, il ragazzo di 18 anni che è morto venerdì 21 gennaio, vicino ad Udine, durante uno stage per l’alternanza scuola-lavoro: i sogni e le speranze di un ragazzo sono stati stroncati a causa di un’attività lavorativa obbligatoria per conseguire il diploma, in un posto autorizzato dalla scuola che frequentava. Durante la protesta di domenica a Roma, quando i manifestanti hanno provato a muoversi in corteo, la risposta della polizia è stata la repressione violenta. Diversi studenti sono rimasti feriti per le manganellate subite. Dopo questa escalation violenta le ragazze ed i ragazzi hanno marciato pacificamente, scortatiLeggi Tutto