Migliaia di donne si riprendono le strade, per la libertà e contro la violenza, in più di trenta città messicane. È appena un’immagine del potente percorso di emersione femminile che da più di un anno scuote le coscienze di un paese in cui ogni giorno più di dieci donne perdono la vita a causa della violenza patriarcale. Il presidente López Obrador – noto esponente della cosiddetta sinistra latinoamericana – si è schierato nettamente contro le mobilitazioni, reprimendole duramente e accusando le donne di fare il gioco dell’opposizione fascista con le loro richieste, tra le quali vi è il ritiro del candidato a governatore dello Stato di Guerrero dell’esponente del partito al governo, accusato di violenza e stupro. Qualche giorno prima delLeggi Tutto

Centinaia di donne e uomini con tantissimi bambini sono partiti dall’Honduras a metà dicembre in una nuova carovana della speranza. Si sommano alle migliaia che in questi anni hanno deciso di mettersi in marcia insieme, per darsi forza e sostenersi a vicenda, attraversando a piedi i confini con Guatemala e Messico per raggiungere gli Usa, affrontando pericoli immani –non ultimi la violenza degli Stati in combutta con i trafficanti di droga e di persone –, sfidando il feroce razzismo dell’ex presidente americano. Quattro anni di governo Trump non sono bastati per affogare le speranze di una vita degna da parte di chi emigra, lasciando una zona che conta uno dei più alti tassi di omicidi al mondo. Oggi alla violenza delleLeggi Tutto