Una settimana fa Twitter ha bloccato per diffusione di fake news l’account di Kayleigh McEnany, collaboratrice di Trump e portavoce della Casa Bianca. La McEnany, così come molti altri account di supporter del presidente ugualmente silenziati dal network, aveva diffuso la bufala orchestrata da The New York Post, quotidiano ultraconservatore, di presunti legami tra Hunter Biden, il figlio del candidato democratico alla presidenza, e il governo ucraino attraverso una multinazionale petrolifera di Kiev. Insomma il classico caso montato ad arte per attaccare, attraverso il figlio, il padre, adesso che i sondaggi danno il mentitore seriale della Casa Bianca in netta difficoltà. Ma quello che più colpisce è la solerzia di Twitter: una redenzione improvvisa del social media o piuttosto una sceltaLeggi Tutto

Con una nota pubblicata 3 giorni fa l’Inps ha precisato che la quarantena domiciliare imposta da autorità che non siano quelle sanitarie, non è in nessun modo assimilabile alla malattia e quindi non prevede nessuna indennità. Tradotto dal burocratese significa che in caso di isolamento fiduciario – cioè quello che si attua volontariamente in via precauzionale se si ha il sospetto di essere entrati in contatto con una persona contagiata – o peggio nell’eventualità di una nuova chiusura, totale o parziale voluta da governo, regioni, comuni, ministeri o altre istituzioni, non è possibile per i lavoratori e le lavoratrici “mettersi in malattia”. Viceversa se, e solo se, è un medico a imporre la quarantena allora si ha diritto all’indennità di malattiaLeggi Tutto

Uno sparuto manipolo di pericolosi pagliacci, sparpagliati per il centro di Roma. La cronaca delle manifestazioni negazioniste di sabato 10 settembre potrebbe anche ridursi solo a questo, ma c’è di più. Ci sono il legame rossobruno di settori stalinisti o anticapitalisti con Forza Nuova e altro fascistume, il becero tentativo di aggredire i giornalisti presenti, la menzogna internettiana eletta orwellianamente a nuova verità rivelata. Ma soprattutto c’è l’irresponsabilità individuale e sociale ostentata, scelta e praticata. Di fronte ad una pandemia che non si arresta, che colpisce tragicamente in tutto il mondo, di fronte soprattutto all’impennata dei contagi in questo paese, al rischio di una nuova chiusura, ai pericoli di una malattia che ha già provocato migliaia di vittime, questi figuri pensano,Leggi Tutto

Evidentemente nel ricchissimo mondo della Formula 1, il razzismo non interessa o peggio è ritenuto affare esclusivo di chi lo subisce. La denuncia arriva direttamente dal 6 volte campione del mondo Lewis Hamilton, che in un lungo post ha squarciato il velo di un mondo che si è sempre rinchiuso sotto la sua cappa dorata: “Non solo l’America: il Regno Unito, la Spagna, l’Italia, tutti. Deve cambiare il modo in cui vengono trattate le minoranze, come vengono educate le persone su uguaglianza, razzismo e classismo e sul fatto che siamo tutti uguali. Non siamo nati col razzismo e l’odio nel cuore , ci viene insegnato da quelli che sono i punti di riferimento”. E fra questi punti di riferimento ha attaccatoLeggi Tutto

Il governatore democratico del Minnesota, Tim Waltz, ha chiesto che tutti coloro che hanno preso parte alle manifestazioni di protesta dopo l’uccisione di George Floyd siano sottoposti a test per il Covid-19. Dietro alla preoccupazione per la salute pubblica – la stessa che hanno evidentemente spregiato più e più volte i suoi poliziotti – c’è chiaramente un intento repressivo e intimidente. Il virus serve a spaventare i manifestanti, in gran parte rispettosi delle norme di sicurezza –, a farli rientrare in casa, in ultima analisi anche a schedarli. Mentre anche il sindaco di Minneapolis si è inginocchiato in segno di rispetto, mente i vertici militari dell’establishment americano prendono pubblicamente le distanza dai propositi bellicosi del presidente, l’azione di Waltz – cheLeggi Tutto