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Da quattro giorni l’Iran è scosso da moltitudinarie mobilitazioni. Sono soprattutto ragazze e ragazzi, ariversarsi nelle piazze di città: sulle loro bocche il nome di Mahsa amini, giovane di origine kurda, morta a 22anni dopo essere stata arrestata a Teheran il 13 settembre dalla polizia morale per una ciocca di capellifuori dal velo. È la prima volta che donne e uomini si ritrovano insieme a dare vita a manifestazioni di taleportata contro il velo obbligatorio e la brutalità della repressione patriarcale e teocratica verso il generefemminile. Ci sono studentesse che bruciano il velo mentre gli studenti fanno loro da scudo, alcune sitagliano i capelli in segno di protesta. Risuonano gli slogan: “Donna, vita e libertà”, “Noi tutti siamo Mahsa,lottiamo assieme!”, “NonLeggi Tutto

CarissimaScriviamo a te e alle diverse organizzazioni o associazioni impegnate per le donne nelle diverse realtà locali in cui siamo presenti, con la proposta di un incontro dal vivo a Roma per iniziare a costruire un percorso unitario fra donne che hanno a cuore la vita e la libertà delle donne stesse.Sappiamo che costruire unità d’intenti è ancora più importante di fronte al sopravanzare delle destre e all’indirizzo in senso sempre più autoritario della democrazia, ma anche di fronte alla guerra in Ucraina e quelle in atto in tantissimi altri paesi. Questi fattori alimentano e sono alimentati dalla decadenza coscienziale e valoriale e comportano un grave peggioramento del contesto, soprattutto per le donne. Ciò significa sempre più violenza e femminicidi, maLeggi Tutto

Vicino alla stazione Centrale di Milano una giovane eritrea è stata accoltellata gravemente dall’uomo, anch’esso eritreo, che la considerava di sua proprietà per averla “comprata” per 13.000 euro dalla sua famiglia. Lei però non aveva mai voluto raggiungerlo in Germania. Anzi, era arrivata da poco in Italia per cercare una nuova vita. Lui l’ha raggiunta e, non riuscendo a convincerla a seguirlo, l’ha colpita con un grosso coltello che aveva con sé.Alla giovane donna va la nostra solidarietà. Sappiamo che il viaggio verso l’Italia è stato difficile e la sua scelta ci dice che la ricerca di libertà delle donne è inarrestabile e mette in discussione il patriarcato in decadenza, che perciò sferra i suoi attacchi per mano di maschi violentiLeggi Tutto

La cancellazione della sentenza Roe vs Wade da parte della Corte Suprema rappresenta un attacco senza precedenti al diritto d’aborto negli Usa. Da sempre stati e chiese hanno tentato di mortificare l’intimità di noi donne, di sottomettere la nostra volontà, di controllare e impedire la nostra libertà di scelta: oggi più che mai l’emergere femminile in tutto il mondo spaventa gli oppressori in crisi che perciò scatenano la loro furia patriarcale. Sta a noi schierarci con le donne che stanno reagendo negli Usa alla vergognosaabolizione del diritto d’aborto, sta a noi batterci per tutelare la legge 194 permanentemente sotto attacco in questo paese a causa degli obiettori. Lo ribadiamo ancora una volta: il potere di generare ci appartiene e spetta soloLeggi Tutto

Un terribile duplice omicidio espressione chiara della violenza patriarcale. Questo è quello che è successo pochi giorni fa a Sarzana, dove un maschio frustrato e violento ha ucciso una giovane donna Nevila Pjetri e una trans, Camilla Bertolotti, per semplice e puro odio antifemminile. Ai loro cari va la nostra più piena solidarietà e la nostra vicinanza. L’autore del gesto si è accanito contro le due vittime colpendo con efferatezza: la prima è stata uccisa perché è una prostituta – una donna che subisce ogni giorno sulla propria pelle la sopraffazione patriarcale di questo sistema che la costringe a vendere il proprio corpo – e la seconda probabilmente perché testimone del primo delitto. Un gesto espressione di una violenza diffusa cheLeggi Tutto

La Corte suprema americana sarebbe orientata a ribaltare la sentenza “Roe vs Wade” con cui nel 1973 riconobbe il diritto costituzionale all’aborto. E’ quanto rivela “Politico”, citando una bozza di parere della maggioranza, che potrebbe diventare sentenza definitiva entro giugno. Secondo la bozza la decisione sull’aborto non spetta al governo federale ma ai singoli Stati e di fatto darebbe un via libera a quelli che stanno varando legislazioni restrittive in materia (che sarebbero 26). Infatti la bozza recita “E’ tempo di restituire la questione dell’aborto ai rappresentanti del popolo “.Ancora una volta le istituzioni patriarcali vogliono sottrarre alle donne la libertà di decidere sul proprio corpo e la propria vita, privandole della possibilità di scegliere se essere o meno madri biologiche.PocheLeggi Tutto

L’aggressione russa in Ucraina sta già causando centinaia di vittime e decine di migliaia di sfollati. La prepotenza bellica del nuovo zar Putin si scontra con le mire espansionistiche del criminale patto militare della NATO a cui l’Ucraina vuole aderire: a farne le spese, come sempre nei conflitti, è la gente comune, persone come noi.Noi donne siamo le prime vittime, insieme ai più piccoli, ai nostri figli, della furia bellica e patriarcale. Ma noi donne siamo innanzitutto le prime protagoniste della pacificazione possibile fra le genti perché siamo, da sempre, prime nell’affermazione della vita e nella sua cura permanente e amorevole.Questa guerra ci riguarda perché alimenterà ancor di più un clima di odio e violenza diffusa tanto più verso il genereLeggi Tutto

Cara amica, ti scriviamo perché siamo fortemente preoccupate per le nostre vite e allo stesso tempo convinte che è possibile unirci per cercare la nostra migliore affermazione. La libera e felice realizzazione delle donne è gravemente minacciata su vari fronti e con conseguenze per tutti. È urgente una risposta forte e collettiva per difenderci. Possiamo migliorare le nostre vite e quelle delle donne attorno a noi se mettiamo in comune le nostre forze, se partiamo convintamente dalle risorse umane più positive che qualificano il nostro genere e di cui diamo prova ogni giorno anche in questo difficile momento di pandemia. Al maschilismo diffuso, alla violenza e ai femminicidi, alle limitazioni della nostra libertà di scelta si aggiunge oggi un intollerabile attaccoLeggi Tutto

A Milano almeno 9 donne sono state aggredite e molestate da branchi di maschi frustrati e violenti, la notte di Capodanno. A Cagliari Natalia ha reagito tempestivamente e coraggiosamente a una violenza perché, come ci ha detto ad un sit-in promosso per lei: “nel momento in cui una donna lotta per se stessa, in realtà lo fa anche per tutte le altre”. Emerge ora la vicenda dello scorso anno a Roma in cui una ragazza ha subito stupri e violenze da adolescenti della cosiddetta “Roma bene”, ora incriminati ma probabilmente liberi tra qualche giorno o mese. La violenza patriarcale e il vile maschilismo fanno mostra di sé, colpendo la vita e l’interezza di donne e ragazze, ma segnali vividi di reattivitàLeggi Tutto

… e sono dell’idea che nel momento in cui una donna lotta per se stessa, in realtà lo fa anche per tutte le altre” Con queste parole e con commozione, Natalia è intervenuta al sit-in organizzato dalle sue coetanee e coetanei dell’università di Cagliari, davanti alla mensa universitaria, zona isolata, in cui era stata aggredita da uno sconosciuto **. Tanti gli interventi, autentici, soprattutto di giovani donne, si è respirato calore umano. Con i miei compagni de La Comune, abbiamo portato solidarietà e il nostro contributo, con le nostre idee, con un volantino -vedi sotto- e con La Comune. Abbiamo conosciuto lei, altre persone, la sua mamma e Chiara. Una donna che in questi ultimi anni, mossa dalla ricerca della suaLeggi Tutto