Afghanistan
Dalla parte di chi soffre
Bimbi e bimbe, donne e uomini, giovani e anziani in Afghanistan da più di 20 anni stanno pagando un prezzo terribile per decisioni politiche prese alle loro spalle e contro di loro, per una guerra e per orrori di cui non sono responsabili e che sembrano senza fine. In questi giorni, infatti, è in corso unoffensiva militare dei Talebani per riprendere il controllo di tutto il paese.A Herat, Kandahar e Lashkargah vi sono state solo nellultimo mese più di 1.000 vittime civili. Secondo lUnicef in sole 72 ore sono stati uccisi più di 130 bimbi e sempre più numerosi sono i reclutamenti forzati di giovanissimi nei gruppi armati in conflitto. Metà della popolazione — in totale 38 milioni — ha bisognoLeggi Tutto
L’umanista combattente
Dante, le donne, l’umanità La comune madre
“…non pensando a la comune madre / ogne uom ebbi in despetto…”1 Versi che esplicitano che per Dante l’umanità, non riflettendo su ciò che l’accomuna, è diventata superba e prepotente; e che inoltre suggeriscono che la riflessione del poeta sull’umano, immersa in un’aura filosofico-religiosa, è legata all’idea che ha delle donne e di alcune in particolare. Esse, grazie alle loro qualità, possono svolgere una funzione fondamentale per il riscatto e l’elevazione di un’umanità finalmente dedita all’amore per la conoscenza e alla pratica della virtù, capace di convivere pacificamente in armonia con la natura. Per questo sono donne le figure più importanti o suggestive delle opere di Dante, dalla Vita Nova alla Commedia: Beatrice, Francesca, Pia, Piccarda, Matelda, la Madonna. E perciòLeggi Tutto
L’umanista combattente
Il mondo, patria di Dante
Come i pesci hanno il mare…
I l Poeta combatte la decadenza del suo tempo: guerre e conflitti di ogni tipo, una politica incapace di progettare, l’avidità dei nuovi ceti mercantili che mette in crisi la società. La radice di questa decadenza è morale: superbia, invidia, avarizia le cause principali. Per l’Alighieri bisogna rinnovare la convivenza a partire da una nuova visione dell’umanità considerata come un tutto composto da diverse parti e a sua volta parte del tutto dell’universo1. In questo quadro il poeta, cittadino del mondo (“Io che ho per patria il mondo come i pesci hanno il mare”2), vagheggia di vivere in una città ideale di amici saggi, virtuosi e felici. Una comunità ecumenica perché composta da pagani, ebrei, cristiani, musulmani e “atei”, di cuiLeggi Tutto
Ostaggi digitali
L’appropriazione dei dati sanitari della Regione Lazio – con tanto di richiesta di riscatto – è un fatto molto grave in sé che al contempo evidenzia quante chiacchiere, propaganda, affari e incompetenza ruotano intorno al digitale a tutto danno delle persone comuni. In sé: i dati sanitari resi indisponibili dai pirati informatici significano appuntamenti e visite mediche saltate, operazioni che vengono rimandate, tamponi che non vengono eseguiti. Il disastro diventa occasione non per un ripensamento sul dilagare dei sistemi informatici, anche dell’amministrazione pubblica, nella nostra vita quotidiana ma per scatenare una nuova offensiva ideologica e affaristica: l’Agenzia per la cybersicurezza, ovviamente fuori dal controllo dei comuni mortali. Sul destino di tale Agenzia è più che lecito pronosticare che non rovescerà laLeggi Tutto
Contro la criminalità, il coraggio degli immigrati
Oltre 100 persone in una domenica assolata di agosto nella piazza principale di un paese del sud Italia a battersi per la vivibilità contro la criminalità, fanno scalpore. Ancora di più se provengono dal Bangladesh, India, Pakistan. Bambini, uomini, donne, ancora troppo poche, che con coraggio e dignità offrono fiori ai passanti e una lettera dove dicono semplicemente “Volgiamo vivere”. Succede a S. Antimo, paese dell’hinterland napoletano domenica 1 agosto quando con l’Associazione 3 Febbraio, il Forum Indivisibili e solidali di Napoli, la CGIL, le ACLI, la Caritas, personalità del mondo cattolico fino al vescovo di Aversa, scendono in piazza fratelli e sorelle immigrati, piccoli e grandi per lottare contro la criminalità che li opprime. L’esempio che forniscono ha valore, ancorLeggi Tutto
Germania
Rom e Sinti: razzismo quotidiano fra continuità e rimozioni
Un recente rapporto del Consiglio centrale dei Sinti e dei Rom tedeschi denuncia il persistere di una tenace discriminazione ai danni delle due comunità. Frequenti sono i soprusi razzisti che Sinti e Rom subiscono sul lavoro e a scuola, nella ricerca di una casa, al momento di richiedere documenti presso le autorità, dal medico o da parte dei media. Fra gli esempi recenti più significativi si citano l’attentato di Hanau del febbraio 2020 costato la vita a undici immigrati di cui tre rom, l’arresto in manette di un ragazzino di undici anni ad Amburgo, il progetto di un tunnel della ferrovia veloce di Berlino che metterebbe a repentaglio il monumento alle vittime del nazismo di origine Sinti e Rom. E proprioLeggi Tutto
Progetto Pegasus
Degni della trama di una spy story, i risultati finora pubblicati dell’inchiesta sul Progeto Pegasus, condotta da Forbidden Stories – una rete di giornalisti – e Amnesty International, in realtà non sorprendono molto: dimostrano, ancora una volta, come internet e le tecnologie sono un mezzo di controllo e di repressione. Pegasus, ideato e realizzato dalla società di sorveglianza israeliana NSO Group, per spiare e rubare dati, è un programma software acquistato e utilizzato da Stati, governi e polizie di varie parti del mondo con lo scopo, sostengono loro, di impiegarlo nell’ambito della lotta al terrorismo. In realtà, grazie a una fuga di notizie (c’è anche chi spia le società che fanno programmi di spionaggio!) Forbidden Stories e Amnesty International hanno svelatoLeggi Tutto
Tunisia
Il fallimento del modello democratico
La crisi tunisina è giunta al suo terzo giorno. Domenica 25 luglio ampie mobilitazioni popolari, motivate dalla sacrosanta indignazione per la gestione della pandemia, hanno chiesto la caduta del governo di Hichem Mechichi, sostenuto dal partito islamista moderato Ennhada. Indignazione sacrosanta in un paese di 11,6 milioni di abitanti, con oltre 17.700 vittime mortali causati dal Covid-19 e dall’incuria del governo. Oggi il ritmo dei decessi è di circa 200 al giorno, con una percentuale di vaccinazione di solo il 5% della popolazione. Domenica notte il capo di Stato, Kaiss Saied, con l’appoggio dell’esercito, ha dato il via a un’azione autoritaria, forzando le sue prerogative costituzionali. Ha destituito il primo ministro e ha assunto i pieni poteri esecutivi paralizzando per unLeggi Tutto
Rimostranza
Riceviamo e pubblichiamo una lettera ricevuta dalla redazione de La Comune e la risposta della redazione Buon pomeriggio, sono un vostro lettore nonché simpatizzante. Mi rivolgo a voi, di cui apprezzo la sensibilità nei confronti dei/lle protagonisti/e dei flussi migratori, per segnalare con viva indignazione l’omissione da parte del TG3 (edizione pomeridiana del 3 del c.m.) del naufragio nel mar Mediterraneo con un rilevante numero di morti o “dispersi” (tragico e ipocrita eufemismo), a fronte dei più di 5 minuti di apertura dedicati alla vittoria della nazionale italiana di calcio su quella belga. Se è purtroppo vera la vignetta di ieri sulla prima pagina de il manifesto a firma Lele Corvi: “Le morti in mare più che raddoppiate, lo stupore aLeggi Tutto
dopo 20 anni da Genova
ciò che si continua a non vedere
Le iniziative per l’anniversario del G8 a Genova si sono concentrate sulla denuncia della violenza e delle torture di una premeditata repressione poliziesca gestita dall’allora governo Berlusconi. Molteplici commenti e articoli sono stati però un’occasione persa per tornare criticamente e più approfonditamente su quelle vicende tragiche e dolorose. A nostro avviso affermare a distanza di 20 anni con troppa linearità e coralità che “avevamo ragione” e perciò” si è scatenata la repressione” e ripetere che nel luglio genovese “sono state sospese le garanzie democratiche”, significa reiterare un approccio superficiale. Prima, durante e dopo le giornate di Genova abbiamo espresso le nostre idee in forte dissenso con quelle dei promotori. Abbiamo preso le distanze dai rappresentanti dei social forum che a GenovaLeggi Tutto
