Lunedì 15 novembre sono previste a Cuba manifestazioni per rivendicare diritti elementari come la libertà di espressione e di manifestazione, per migliori condizioni di vita contro i soprusi e i privilegi, la repressione e la miseria imposti  dal regime castrista a partito unico. Già le manifestazioni svoltesi nel luglio scorso furono vietate e represse brutalmente, numerosi partecipanti arrestati, torturati, minacciati: il regime ha minacciato di fare altrettanto ora. Politici democratici di diversa risma hanno sinora taciuto sull’embargo Usa contro Cuba, sofferto innanzitutto dalla popolazione: sono gli stessi che ora esprimono un “sostegno” ipocrita e strumentale a chi sfida coraggiosamente il regime. D’altra parte, settori di sinistra residuale e nostalgica  si ostinano a sostenere una dittatura antipopolare in nome di una presuntaLeggi Tutto

Un attacco terrorista nei pressi dell’aeroporto di Kabul, annunciato da giorni, ha causato almeno 100 morti e centinaia di feriti. Le vittime sono soprattutto civili afghani – molti bimbi e donne – che cercavano di accedere al ponte aereo che gli Usa e alleati hanno allestito in seguito al ritiro militare dal paese. Tra i morti anche 13 militari Usa. La stampa ha dato notizia di una rivendicazione da parte dell’Isis-K, una formazione afghana della rete dello Stato Islamico, formatasi grazie soprattutto a gruppi di fuoriusciti dai talebani.  La solidarietà va ai cari delle tante vittime, il pensiero corre alle responsabilità e alle lezioni che possiamo trarre da questa tragica notizia. Gli Usa e alleati, tra cui anche l’Italia, hanno persoLeggi Tutto

I talebani hanno preso Kabul e stanno ripristinando un emirato islamico, il loro ordine del terrore. È un’ulteriore, tragica prova dei pericoli di questa epoca. Innanzitutto, sono eclatanti la debacle e la decadenza del sistema democratico e della sua leadership statunitense. Washington, alla testa di una coalizione a cui partecipava anche l’Italia, ha condotto in Afghanistan la guerra più lunga della sua storia e ha fallito su tutta la linea – visto che gli obbiettivi erano rovesciare i talebani, eliminare il terrorismo e instaurare la democrazia. La verità è questa, checché ne dica Biden che ora non è nemmeno capace di ammettere la sconfitta. Uccidono senza pietà senza saper imporre la loro “pax democratica” e non sanno nemmeno perdere una guerra.Leggi Tutto

Bimbi e bimbe, donne e uomini, giovani e anziani in Afghanistan da più di 20 anni stanno pagando un prezzo terribile per decisioni politiche prese alle loro spalle e contro di loro, per una guerra e per orrori di cui non sono responsabili e che sembrano senza fine. In questi giorni, infatti, è in corso unoffensiva militare dei Talebani per riprendere il controllo di tutto il paese.A Herat, Kandahar e Lashkargah vi sono state solo nellultimo mese più di 1.000 vittime civili. Secondo lUnicef in sole 72 ore sono stati uccisi più di 130 bimbi e sempre più numerosi sono i reclutamenti forzati di giovanissimi nei gruppi armati in conflitto. Metà della popolazione — in totale 38 milioni — ha bisognoLeggi Tutto

“Bianchi”: per questo non ritenuti in grado di tradurre l’opera di una poetessa afroamericana.“Non potete capire l’oppressione dei ‘neri’”: parole rivolte a partecipanti “bianchi” ad una manifestazione antirazzista.“Conflitto razziale” e “giustizia razziale”: spesso si legge nei giornali e si ascolta nei notiziari.Senza “distinzione di razza”, è scritto nelle Costituzioni statunitense e italiana. La “razza” continua ad essere tra noi. È un grave pericolo.Nella nostra naturaCominciamo da ciò che è per noi naturale come specie umana, come persone, da ciò che è nelle nostre propensioni: sentire, vivere, sperimentare che siamo tutti umani e differenti, insomma che esistiamo come comune umanità differente. Avviene all’origine di ciascuno: bimbi e bimbe si incontrano senza pregiudizi, prima di essere “istruiti” da istituzioni statali e magari ancheLeggi Tutto

Escalation dei contagi e delle vittime per il Covid in India, ogni giorno un nuovo terribile record. Ora sono quasi 4000 i morti e più di 300.000 i contagi quotidiani ma, nell’immenso paese che conta più di un miliardo e trecento milioni di abitanti, queste cifre sono ampiamente al di sotto della tragica realtà. Il virus è la prima causa di questa sciagura, ma sono evidenti le concause umane. Il regime del fascistoide Modi all’inizio della pandemia si è vantato di mettere militarescamente il paese “sull’attenti” con una quarantena che ha colpito i più poveri privandoli dei mezzi di sostentamento. Poi ha irresponsabilmente allentato le misure per dare “respiro” all’economia e al PIL, pretendendo che il contagio fosse stato quasi “sconfitto”.Leggi Tutto

Nell’informazione non ci sono solo le fake news ma anche tante notizie insignificanti che prendono un enorme spazio mentre avvenimenti importanti  – ma “lontani” – passano in secondo piano. Un esempio eclatante è quello delle mobilitazioni di contadini e contadine in India che, rispetto alla loro enorme portata, hanno trovato ben poca eco. L’agitazione è iniziata con uno sciopero che ha coinvolto quasi 300 milioni di persone e le mobilitazioni durano da più di due mesi. Decine di migliaia di contadini/e presidiano le principali vie di accesso alla capitale, Nuova Delhi, in cui in cui gli è vietato entrare. Ciononostante, il 26 gennaio hanno sfondato i cordoni di polizia e, con i loro trattori, cavalli e a piedi, hanno raggiunto eLeggi Tutto

La popstar statunitense Rihanna – che in passato aveva già solidarizzato con le proteste in Sudan, con Black Lives Matter e condannato le leggi di Trump contro gli immigrati – ha avuto un nuovo moto di solidarietà e di indignazione. Di fronte alla repressione brutale dei contadini indiani in lotta che presidiano da settimane la capitale, al blocco addirittura del loro accesso a internet, ha postato su twitter: “ Perchè di questo non se ne parla?”. Anche Greta Thumberg si è unità alla solidarietà. Le mobilitazioni di milioni di contadini sono cominciate all’inizio di dicembre, chiedono il ritiro delle nuove e inique leggi proposte dal governo fascistoide di Modi. Significherebbero la loro condanna ad essere ostaggio delle multinazionali e dei privatiLeggi Tutto

I militari birmani, dopo aver denunciato “brogli” nelle recenti elezioni, hanno ripreso direttamente le redini del potere. In realtà, al potere per 50 anni, non lo avevano mai ceduto davvero: avevano lasciato che si aprisse una “transizione democratica” gestita da Aung San Suu Kyi entro confini da loro stessi tracciati affinchè potessero continuare a tenere in pugno il paese. Aung San Suu Kyi, la leader deposta e arrestata, ora chiama i suoi sostenitori a “non piegarsi”. Premio Nobel per la Pace, icona della democrazia in patria e osannata dai regimi democratici sino a poco tempo fa, ha accettato il dominio dei militari arrivando persino a giustificare il genocidio e il terrore che hanno scatenato contro il popolo rohingya, una delle minoranzeLeggi Tutto

Vaccinarsi contro il Covid è necessario ed è bene farlo appena possibile. Nello stesso tempo, guardare a ciò che sta avvenendo nel mondo ci fa tenere a mente un paio di cose utili proprio sui vaccini. Potersi vaccinare rischia di diventare un privilegio: i paesi, cioè gli stati, più potenti e ricchi si stanno accaparrando gran parte dei vaccini che si produrranno. La parte più povera della popolazione mondiale rischia così di accedere ai vaccini molto più tardi o di non accedervi per niente: questa è una minaccia per loro e per tutta l’umanità, visto che il virus non conosce confini e continuerà a circolare se non sradicato dappertutto. L’egoismo nazionalista degli stati rischia di impedire che la lotta al CovidLeggi Tutto