Il dramma bellico che stiamo vivendo si intreccia con il prosieguo della pandemia chiamando in causa e stressando le nostre migliori caratteristiche umane. La necessità di orientarsi è resa ancor più ardua da un’informazione in gran parte acriticamente schierata con l’arrangiato blocco degli Stati occidentali più o meno coerenti nell’assecondare il bellicismo radicale della Casa Bianca. L’invio costante e crescente di armi a Zelensky, le sanzioni a doppio taglio e la manifesta immobilità diplomatica internazionale, compresi i sornioni inviti di Pechino ad evitare l’escalation ed escluse le esternazioni aggressive di Biden, ovviamente prolungano la guerra infame voluta da Putin. Conviene rammentare sempre che i crimini perpetrati dalle truppe di invasione russa sono del tutto simili a quelli commessi ripetutamente dagli UsaLeggi Tutto

Abbiamo preso in esame le prime radici naturali fondanti della condizione umana che, secondo un credibile ancorché arbitrario ordine di sviluppo, riguardano inseparabilmente: le soggettività in farsi combinato e composito, il genere femminile per la sua funzione primaria, le coscienze che caratterizzano tutti gli esseri umani, le creazioni culturali che ne scaturiscono e le attitudini morali ed etiche che ne derivano e regolano i comportamenti individuali, relazionali e collettivi. Questo intreccio fondante e peculiare della nostra specie ha un carattere perenne, come è verificabile sempre nelle esperienze soffermandosi sulle distinte voci e sul loro intersecarsi, è generalmente unificante ma al tempo stesso è dinamico e comporta nel suo stesso flusso l’inevitabile differenziarsi tra le soggettività individuali, relazionali e collettive in ognunaLeggi Tutto

Lo stupore e la normalità della guerra non lontano da casa. Terribile nel suo farsi e strana nel racconto che ne viene fatto, la guerra. Sempre uguale, sempre diversa la guerra: è la creatività degli uomini nel distruggere e massacrare ma anche nel difendersi, la saggezza delle donne nel sottrarsi e proteggere, l’incredulità e l’incomprensione di bimbe e bimbi coinvolti. Ritorna la guerra, anzi non è mai finita: perché gli Stati la portano inevitabilmente con sé, tutti gli Stati, compreso quello italiano che malgrado il “ripudio” costituzionale non ha mai smesso di aumentare le spese militari persino nei tempi economicamente più difficili. Qualche giornalista ignorante o distratto ciancia sulla pace successiva all’11 settembre del 2001. Quando? Dove? Chiedetelo alle popolazioni africane,Leggi Tutto

Lei si chiama Legacy Russell e viene intervistata con superficialità e benevolenza acritica da Gaia Manzini su L’Espresso del 2 gennaio 2022. Un giornale, sia detto con sincero riconoscimento, che si contraddistingue per disinvolte mescolanze tra statalismo democratico radicale – su questo numero ci sono addirittura le letterine di fine anno al capo dello Stato che verrà – e sfacciate sviolinate al negazionismo di vario tipo. L’intervistatrice introduce il personaggio con una clamorosa rivelazione: “Il centro del suo pensiero intellettuale è sempre l’attivismo per i diritti delle persone QTPOCI+ (Queer & Trans, People of Color, Indigenous): nel 2012 dalle sue riflessioni è nato un vero e proprio manifesto.” Ci avventuriamo nella lettura mentre ci interroghiamo sulla fantasmagorica definizione di “pensiero intellettuale”:Leggi Tutto

Dichiarazione della Direzione teorico metodologica della Corrente umanista socialista Il testo è pubblicato su La Comune 376: richiedi la tua copia o vieni a incontrarci. Scarica la dichiarazione in inglese, spagnolo, francese, portoghese. Siamo possibilisti, non dogmatici né scettici, riguardo agli esseri umani e alla loro possibilità di miglioramento. Siamo fiduciosi nelle qualità vitali della nostra specie ma preoccupati per come vengono distorte, trascurate e persino negate. Partiamo dalla comune umanità differenteRiconosciamo alcune verità antropologiche basilari, comprovate dalla biologia, verificabili nell’esperienza e nell’esistenza. Verità relative, come tutto ciò che è umano, ai punti di vista e alle prospettive assunti dalle/i protagoniste/i. Abbiamo delle caratteristiche uniche come tutte le altre specie animali e vegetali. Condividiamo alcune di queste caratteristiche con il restoLeggi Tutto

L’identità biologica è un principio fondante delle soggettività umane; lo è per gli individui, per i rapporti, per le collettività. Riconoscere i generi della specie e riconoscersi come parte del genere femminile o di quello maschile è presupposto indispensabile per compiere scelte di vita libere e autentiche. Il genere femminile è prima scaturigine dell’umanità tutta, grazie alla sua capacità di generare ed educare, cominciando dall’infanzia. La presa di coscienza femminile è presupposto decisivo per cambiare la condizione di oppressione sofferta tutt’ora dalle donne nel mondo intero. Di più: l’idea e la pratica di sorellanza e unione tra le donne rappresenta un principio di qualunque miglioramento umano. Questi motivi fondamentali vengono attaccati, subdolamente e clamorosamente, da lobbies accademiche e di potere attraversoLeggi Tutto

I tempi attuali grondano di assurdità, di negazioni eclatanti, di falsificazioni sfacciate. Se ne può sorridere o anche ridere a crepapelle. Ma poi ti accorgi che una sana reazione ironica non basta. Ci si può legittimamente indignare, ma anche questo non basta. Si può pensare che il profluvio di illogicità, e tecno-illogicità, non ci scalfisca ma poi ci accorgiamo che anche solo indirettamente ci affetta. Allora conviene andare alla radice senza dare per scontate verità universali fondamentali ma anzi facendone un vessillo da tenere alto e ben visibile. Siamo umani, facciamo tutte e tutti parte della specie umana che è costituita da due generi: femminile e maschile. Ciascuna e ciascuno è un individuo unico e diverso da tutti gli altri. CiascunaLeggi Tutto

Non c’è bisogno di spingere le nostre ricerche fino a domandare perché noi abbiamo il senso di umanità e di simpatia per gli altri. Basta che si sperimenti che è un principio della natura umana. David Hume Reagire. Adesso, prima che scenda il buio, prima che risorga il sole. Un pericolo improvviso, rapido, ignoto si diffonde in tutto il mondo. Siamo accomunati dalla minaccia epidemica, le prevenzioni pratiche indispensabili sono l’igiene e il “distanziamento sociale”. Quanto il necessario isolamento può far maturare le nostre reciproche soggettività o viceversa sfociare in solitudine? Quanto questa emergenza può suscitare un emergere umano più radicale o al contrario precipitarci in una decadenza oppressiva più oscura? Quanto riusciamo a comprendere e fronteggiare il pericolo virale senzaLeggi Tutto