Brasile
Reazioni al razzismo criminale
Proseguono le manifestazioni antirazziste dopo che giovedì scorso – proprio alla vigilia del Giorno della Coscienza nera – João Alberto Freitas, un afrobrasiliano di 40 anni è stato ucciso da alcuni bianchi, guardie della sicurezza in un Carrefour di Porto Alegre. All’omicidio hanno risposto importanti mobilitazioni di fronte ai supermercati di differenti città al motto di “Le vite dei neri contano”: le persone solidali e antirazziste non hanno tardato ad associare questo crimine con quello recente di George Floyd e di altri negli Stati Uniti. Il problema del razzismo in Brasile, sempre più normale con il crescere della disgregazione sociale, è stato generalmente nascosto dietro al mito della “democrazia razziale” creato per ricondurre la grande varietà etnica esistente nel paese all’internoLeggi Tutto
Acqua in Borsa, vite in pericolo
La Cme Group, la più grande piazza finanziaria dei contratti a termine del mondo, in collaborazione con Nasdaq, ha annunciato la creazione del primo future sull’acqua. La risorsa più essenziale per la vita viene dunque quotata in Borsa, come l’oro e il petrolio e come già purtroppo avviene per il grano, il mais o la soia. La brillante idea è sostenuta da Nazioni Unite, FAO e Banca mondiale, col supporto anche dell’Unione Europea. Da anni Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale spingono affinché gli Stati privatizzino le loro risorse: questa è una tecnica perfetta per favorire i guadagni delle multinazionali che sono i soggetti più forti in campo e che otterrebbero lauti guadagni da qualcosa di cui nessuno può fare aLeggi Tutto
G20 in Arabia Saudita
Il coraggio di Loujain
“Puoi essere libera a condizione che dichiari di non aver mai subito torture durante la prigionia”: questa la proposta fatta dalle autorità dell’Arabia Saudita a Loujain al Hathloul. Arrestata e detenuta dal 2018 per “aver contattato organizzazioni internazionali”, Loujain è una giovane attivista per i diritti e le libertà delle donne ed è stata tra le prime donne a guidare un’auto e sfidare così i divieti – in un paese oppresso da una dittatura iperpatriarcale e ultrarazzista di stampo fascistoide. La sua sorte è condivisa da diverse altre donne che sono in carcere e sottoposte a torture e abusi. Loujain ha rifiutato quell’oscena proposta di “libertà” ed ha iniziato uno sciopero della fame per protestare contro il divieto di mantenere contattiLeggi Tutto
Manifestazioni del 21 novembre promossa “dalla società della cura”
Un avanguardia coraggiosa nelle piazze Alcune migliaia di persone hanno dato vita in oltre 45 località alle manifestazioni promosse dall’appello della “società della cura” con l’adesione di tante realtà. Un’avanguardia coraggiosa di insegnanti, personale sanitario, volontari, lavoratori e lavoratrici, di giovani e di gente generosa e solidale ha voluto esprimere in sicurezza l’esigenza di unirsi per affermare il diritto alla cura e alla salute per tutte e tutti. Si sono unite diverse associazioni di volontariato grandi e piccole, sindacati di base, tanti comitati, gruppi di aiuto solidale e tante altre realtà rispettandosi nelle differenze. Le piazze sono state attraversate dall’emozione di potersi reincontrare: tante persone era da tempo che non si incontravano e vedevano insieme. Si è avvertita l’esigenza di confrontarsi,Leggi Tutto
Francia
Macron attacca la libertà d’espressione
Manifestazioni e presidi si stanno moltiplicando in questi giorni in Francia per difendere la libertà di espressione e di informazione contro il governo di Emanuel Macron. Oggi, sabato 21 novembre, è prevista una nuova manifestazione a Parigi. I promotori sono innanzitutto giornalisti a cui si stanno unendo molte persone solidali. Protestano contro il progetto di legge di “sicurezza globale” nel quale si fissa la proibizione di fotografare o filmare la polizia nelle manifestazioni. Ció significherebbe impedire di realizzare prove grafiche delle azioni repressive di cui possono essere protagonisti gli agenti di polizia. Ció avviene avviene non casualmente in un contesto, come quello francese, in cui la violenza della polizia è da tempo sotto accusa. C’è un manifesto promosso o sottoscritto daLeggi Tutto
reagire oggi immaginare un domani nuovo
21 novembre in piazza: cura, cooperazione, convivenza per migliorare assieme la vita Se c’è chi ha fiducia e guarda al futuro, se le sofferenze si sono in parte alleviate in questi mesi, così drammatici a causa della pandemia, è stato grazie all’impegno generoso e solidale di tante persone, non certo grazie agli Stati che continuano a investire sulla guerra, a elargire ingenti somme ai grandi gruppi industriali e solo elemosine alle persone più povere, e a governi (presenti e passati) responsabili del disastro della sanità, dei trasporti, della scuola. Tutti noi che siamo qui perché mettiamo all’opera la vicinanza curativa, l’altruismo combattivo, il protagonismo solidale in sicurezza ci scontriamo ogni giorno con irresponsabilità e indifferenza diffuse, con le destre negazioniste eLeggi Tutto
Il 21 novembre scendiamo unitariamente in piazza
Per difendere e affermare la vita e la salute La Comune sarà nelle piazze il 21 novembre per la mobilitazione nazionale con manifestazioni locali promossa da più di 500 associazioni sulla base di un appello dal titolo “per la società della Cura – fuori dall’economia del profitto”. Nessuno si salva da solo, Nessuno può essere lasciato indietro”. Promuovono la mobilitazione e la piattaforma realtà dell’associazionismo e del volontariato, sindacati di base, sinistra diffusa, centri sociali e tante singole personalità. È positivo l’intento di reagire, sono condivisibili diversi punti dell’appello in difesa della vita e della salute, pensiamo sia promettente il processo di aggregazione e di unione di diverse realtà. Riteniamo però debole e solo implicita la denuncia del governo e d’altraLeggi Tutto
Bolivia
Il ritorno di Morales e la nuova fase
Evo Morales rientra in Bolivia dopo l’allontanamento forzato dal potere dello scorso anno. Nonostante egli sia ancora un imbolo e una figura di peso in settori popolari, la situazione per lui non è così favorevole come potrebbe sembrare a prima vista. Le elezioni dello scorso 18 ottobre hanno assegnato una vittoria schiacciante alla sinistra del MAS (Movimento al socialismo, ndt) con oltre il 55% dei voti espressione del rifiuto, da parte della maggioranza della popolazione, nei confronti della borghesia razzista e antipopolare al governo, responsabile di grandi sofferenze durante l’emergenza sanitaria. Tuttavia ciò non va interpretato come una vittoria o una totale riabilitazione della figura di Morales, dirigente storico del MAS. Il gran flusso di voti ricevuti da questo partito siLeggi Tutto
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato delle compagne e dei compagni di Comuna Socialista in Argentina in relazione alle mobilitazioni in Perù.
Perù
Democrazia corrotta e criminale
Dopo la destituzione da parte del Congresso peruviano del presidente Martín Vizcarra per corruzione e “incapacità morale”, in tutto il paese si sono svolte manifestazioni popolari che hanno ottenuto le dimissioni dell’effimero successore, il razzista Manuel Merino. Come chiaramente affermato dalle e dai giovani protagonisti, le proteste non sono in difesa di Vizcarra, screditato fino al midollo anche per le terribili conseguenze del coronavirus nel paese. La gente comune è stufa di essere ignorata e dei giochi di potere tra i politici, intuendo la genetica corruzione della politica: oltre la metà dei parlamentari sono sotto accusa per corruzione e i presidenti finiscono sistematicamente per essere destituiti e arrestati. Ora il Congresso cerca di insediare come presidente un altro barone del centrodestra,Leggi Tutto
Nagorno-Karabakh
Tacciono le armi, fuggono gli armeni
Dopo settimane di guerra e centinaia di vittime, Armenia e Azerbaijan hanno firmato una tregua, arbitro Mosca, che ha il sapore di una resa incondizionata della prima nei confronti dell’aggressività della seconda. Il Nagorno-Karabakh è costretto a cedere a Baku i territori azeri conquistati nella guerra degli anni Novanta e circa il 20% del proprio territorio. La Russia – storica potenza egemone nel Caucaso – deve garantire il cessate il fuoco e l’agibilità dei corridoi che permettono la continuità territoriale delle due enclave con la rispettiva madrepatria: del Nagorno-Karabakh con l’Armenia e del Nakhchvan con l’Azerbaijan. L’ennesimo capitolo di una vicenda lunga e dolorosa si conclude con un accordo che già minaccia ulteriori esplosioni belliche. All’origine vi è l’aspirazione e ilLeggi Tutto
