La Gran Bretagna deporta in Ruanda gli immigrati irregolari
È questo il nuovo piano del governo inglese contro l’immigrazione irregolare: le deportazioni. L’ha annunciato il primo ministro Jhonson mentre si erge a paladino dell’accoglienza degli ucraini e contro la guerra di Putin. Sono migliaia, infatti, i richiedenti asilo che, irregolari sul territorio britannico a causa del numero chiuso alle frontiere, saranno trasferiti in Ruanda ad aspettare il vaglio delle loro richieste. Dopo aver attraversato a rischio della vita la Manica e fuggendo già da condizioni difficili si ritroveranno in un luogo dove solo qualche decennio fa si è consumato uno dei più grandi genocidi che l’umanità ricordi. Questo Paese che ancora ne porta le ferite è oggi governato da un regime violento e criminale a cui saranno dispensati, come giàLeggi Tutto
Logiche del bene contro le guerre
Rinnovare il bisogno del bene: proprio adesso è fondamentale quando la guerra infuria vicina, irrazionale, feroce. Ritrovare e rafforzare le ragioni sentimentali della vita, la coscienza umana più profonda che può diventare cultura dell’essere assieme: nulla è più attuale, nulla più concreto. Logiche del bene sono quelle che avvertiamo nei corpi e nelle menti: siamo persone inseparabili da altre persone, donne ed uomini in relazione tra loro, associati per scoprire e praticare le capacità di conoscerci, di educarci, di intenderci, di sceglierci, di scambiarci e di cambiarci a vicenda, di collaborare e cooperare, di sostenerci mutuamente, di solidarizzare, di empatia e simpatia, di amicizia ed amore. Soggetti attivi del supremo bene condiviso: la vita e la vivibilità. Logiche di guerra inveceLeggi Tutto
Pasqua di guerra in Terra santa
Gerusalemme. La polizia israeliana ha preso d’assalto la moschea Al Aqsa – gremita di fedeli musulmani in occasione del secondo venerdì del Ramadan – colpendo indiscriminatamente i palestinesi presenti (anche con proiettili di gomma), ferendone più di 150 e procedendo a centinaia di arresti. Colpiti gli anziani guardiani della moschea, i paramedici giunti in soccorso, i fedeli in preghiera. Una aggressione brutale, ennesimo episodio della guerra permanente dello Stato israeliano contro il popolo palestinese. Il tempo e il luogo scelti sono altamente simbolici – la Spianata delle Moschee è tradizionalmente amministrata dai palestinesi – ed è evidente l’obiettivo sionista di sempre, quello di piegare la resistenza e spezzare l’identità palestinese. L’occasione è stata a gran voce suggerita dai gruppi più estremistiLeggi Tutto
No alla violenza razzista, difendiamo l’umanità
Accoglienza per tutti/e senza condizioni
A Firenze, come sappiamo grazie alla coraggiosa denuncia di due giovani che hanno filmato l’accaduto, si è consumato un gravissimo atto di violenza razzista da parte delle locali forze dell’ordine. Nella città dove mani assassine neofasciste e razziste hanno ucciso Mor, Modou e Idy, ancora una volta un membro della comunità senegalese è vittima di un’aggressione vergognosa. A Pape Demba Wagne vanno in primo luogo la nostra solidarietà e vicinanza. Il pestaggio, avvenuto ad opera delle famigerate squadre “antidegrado” volute prima da Renzi e ora emblema dell’amministrazione Nardella, è espressione di un razzismo istituzionale che purtroppo si riverbera anche nella società (non dimentichiamo che i picchiatori in divisa sono stati chiamati da uno zelante ristoratore!). C’è un legame tra la guerraLeggi Tutto
Mali
Lontano dai riflettori
Una strage efferata è stata commessa alla fine di marzo nella città di Moura: secondo il racconto di numerosi testimoni circa 300 persone sono state catturate e giustiziate a piccoli gruppi per giorni e giorni da truppe dell’esercito maliano e da “mercenari bianchi non di lingua francese”, quasi certamente quei “consiglieri russi” operativi nel paese di cui il governo maliano non fa mistero, probabilmente membri del famigerato gruppo Wagner. L’organizzazione non governativa Human Right Watch ha raccolto decine di testimonianze tra i sopravvissuti. Tutte concordano nella ricostruzione dei fatti principali. Il 27 marzo, mentre si svolgeva il mercato settimanale, lo squadrone della morte è piombato sulla cittadina trasportato da elicotteri ed ha ingaggiato uno scontro a fuoco con alcuni terroristi presentiLeggi Tutto
Solidarietà con gli studenti dell’Istituto Pio La Torre di Palermo
Difendiamo il diritto di incontrarsi e riunirsi nelle scuole No all’autoritarismo dei presidi All’istituto Pio La Torre di Palermo, nei giorni scorsi, la preside ha richiesto l’intervento della Digos per reprimere la protesta degli studenti del Collettivo Autonomo, organizzata dagli stessi poiché gli era stato negato il permesso a svolgere un’assemblea in presenza sulla guerra in Ucraina. La dirigente per giustificarsi ha rivendicato il rispetto delle misure anti Covid. La determinazione dei giovani che, anche a seguito di queste misure non si sono fermati, ha costretto la preside ad accettare l’autorizzazione dell’assemblea di istituto che si svolgerà mercoledì 13 aprile prossimo. Siamo solidali con la scelta degli studenti di non subire la protervia crescente di presidi che si atteggiano a sceriffiLeggi Tutto
Ottima scelta, azzurri!
Lo abbiamo detto e ripetuto più volte: i mondiali in Qatar sono una schifezza e vanno boicottati. E gli azzurri del calcio ci hanno ascoltato. Sarebbe stato vergognoso pensare di giocare in campi letteralmente intrisi del sangue di migliaia di lavoratori – per lo più immigrati dal subcontinente indiano o dall’Africa sub-sahariana – morti durante la costruzione degli stadi, stroncati da condizioni di lavoro disumane fra caldo desertico e turni massacranti. Sarebbe stato altrettanto disdicevole scegliere di partecipare a un torneo corrotto fin dal principio, visto che l’assegnazione di questo mondiale è frutto di mazzette e regalie distribuite con interessata cortesia dagli emiri del paese. E allora gli italici eroi del pallone, come presi da un improvviso (e involontario) senso moraleLeggi Tutto
Viva la pacificazione danzante
Stasera 4 aprile al Teatro San Carlo di Napoli si terrà una serata evento di danza “Ballet for Peace”, a cui parteciperanno, fra gli altri Olga Smirnova, étoile del Bolshoi di Mosca, che ha lasciato al Russia dopo aver denunciato l’invasione dell’Ucraina, e Anastasia Gurskaya prima ballerina dell’Opera di Kiev, fuggita dalla guerra in Italia. Con loro altri danzatori dei due paesi, uniti nella volontà di mettere la loro arte al servizio della possibilità di pacificazione tra le genti. Questo nonostante le esplicite pressioni in senso contrario che arrivano dall’ambasciata ucraina e da ultranazionalisti che hanno chiesto ai ballerini di non danzare con i loro colleghi russi. Ma l’arte come strumento di pacificazione sembra più forte.Leggi Tutto
Antropologia della decadenza
Le prime radici e l’ultimo impero/1
Lo stupore e la normalità della guerra non lontano da casa. Terribile nel suo farsi e strana nel racconto che ne viene fatto, la guerra. Sempre uguale, sempre diversa la guerra: è la creatività degli uomini nel distruggere e massacrare ma anche nel difendersi, la saggezza delle donne nel sottrarsi e proteggere, l’incredulità e l’incomprensione di bimbe e bimbi coinvolti. Ritorna la guerra, anzi non è mai finita: perché gli Stati la portano inevitabilmente con sé, tutti gli Stati, compreso quello italiano che malgrado il “ripudio” costituzionale non ha mai smesso di aumentare le spese militari persino nei tempi economicamente più difficili. Qualche giornalista ignorante o distratto ciancia sulla pace successiva all’11 settembre del 2001. Quando? Dove? Chiedetelo alle popolazioni africane,Leggi Tutto
Scenari di guerra
Sentieri di pace
Non capisco, tu dici che la guerra non finisce? Penso che questa guerra sia devastante e comunque non finirà bene. Ma sono le logiche di guerra che permeano tutti i campi della vita, è questo furore bellico che non finirà. Spiegami meglio, che intendi con logiche di guerra? Pensa all’ira e alla violenza che si scatenano contro le donne e spesso anche contro bimbe e bimbi da parte di maschi frustrati. Pensa alla violenza legalizzata dei padroni nei confronti di lavoratrici e lavoratori. Pensa alle violenze poliziesche così eclatanti negli Usa. Pensa all’odio e all’incitamento al ma le che dilagano nel web. Pensa alla peste razzista ed assassina che si diffonde contro donne, uomini, bambini immigrati o profughi. Pensa, ancora, allaLeggi Tutto



