Insieme a Barcellona
Un incontro speciale si è tenuto sabato 20 febbraio nelle strade della Barceloneta, quartiere storico della città: la presentazione e la riflessione comune intorno al libro de Egipto a Siria (2011). El principio de una revolución humana y sus antecedentes, di Mamadou Ly con Dario Renzi pubblicato da Ruta ediciones. La pubblicazione in castigliano di quest’opera, uscita originariamente in italiano per i tipi di Prospettiva Edizioni, è ulteriormente arricchita dalla prefazione di Leila Nachawati e dal saggio introduttivo di Rocco Rossetti che sabato ha con sapienza e calore condotto la riflessione. Un incontro speciale, dicevamo, e per tante ragioni: il libro tratta delle rivoluzioni della gente comune di dieci anni fa e delle straordinarie lezioni che possiamo continuare ad apprendere; l’incontroLeggi Tutto
Perù: la solidarietà delle donne
Il Perù è uno dei paesi più colpiti dal coronavirus con il più alto tasso di mortalità al mondo. Ciò è dovuto anche alle ingiustizie e alle disuguaglianze della democrazia corrotta e razzista, incapace di comprendere i bisogni della popolazione. Le drammatiche condizioni di vita cercano di essere risolte da molteplici iniziative di solidarietà, molte delle quali hanno come protagoniste le donne. Esemplari sono le mense popolari nei quartieri del sud di Lima e nelle città andine. Come a New Inca City, dove un gruppo di donne della comunità ha istituito la “Pentola di solidarietà”, che opera grazie all’aiuto di donazioni e all’impegno dei volontari. Come questa ci sono molte altre mense comunitarie organizzate spontaneamente in tutto il Perù che richiedonoLeggi Tutto
Afghanistan
Tragedia, farsa, fallimenti
Il 18 e il 19 febbraio si è tenuto un vertice della Nato sull’Afghanistan. L’incontro ha preso atto dell’impossibilità di rispettare l’accordo di Doha, fortemente voluto da Trump, firmato un anno fa dai rappresentanti degli Stati uniti e dei Talebani. Esso prevedeva il ritiro delle truppe straniere dal paese entro il prossimo Primo maggio, ma oggi questo significherebbe semplicemente certificare la sconfitta di una poderosa alleanza militare, il fallimento di vent’anni di guerra, occupazione, diplomazia e politica: un prezzo troppo alto per una democrazia in piena decadenza. Sono passati quasi vent’anni da quando un’ampia coalizione internazionale capeggiata da Washington invase l’Afghanistan con l’obiettivo dichiarato di liberarlo dal controllo feroce e patriarcale dei Talebani che avevano permesso di farne una base perLeggi Tutto
Respirare, cantare, curare
Questa è la storia di un incontro insolito e promettente. Da un lato vi sono quei pazienti che, avendo superato la fase acuta della malattia da Covid 19 solo dopo molte settimane, faticano a riprendersi: dolore al petto, difficoltà nella respirazione, affaticamento generale. Dall’altro ci sono i cantanti lirici, rimasti a lungo disoccupati per i teatri chiusi e per l’impossibilità di esibirsi. Dalla collaborazione tra gli operatori sanitari e i cantanti della English National Opera è nato in un ospedale di Londra un programma di riabilitazione della durata di sei settimane che insegna la giusta postura, il controllo della respirazione e l’esercizio dei muscoli del volto. “Stavo lottando per l’aria” racconta un paziente. “Il programma aiuta davvero, fisicamente e mentalmente, riducendoLeggi Tutto
Israele e il Covid ’19: l’efficienza e la discriminazione.
La Palestina è un piccolo lembo di terra in cui milioni di persone tra la Giordania e il Mediterraneo sono avviluppate in un conflitto permanente ma non equivalente. Da una parte c’è Israele ed una società militarizzata, con una sanità tra le più efficienti al mondo da essere infatti lo Stato con la più alta copertura vaccinale riducendo del 96% le persone infette. Dall’altra il popolo palestinese governato dall’Autonomia nazionale palestinese che di autonomia ha ben poco e di certo non ha la capacità di assicurare una campagna vaccinale efficace né in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza governata da Hamas. Cosa accade nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania? Ancora una volta dipende dalle concessioni israeliane. Solo ieri, lo statoLeggi Tutto
Nigeria
la Shell deve pagare!
Sono occorsi 17 anni ma alla fine Davide ha umiliato Golia costringendolo a pagare almeno in parte per il danno commesso. Davide sono i quattro contadini del delta del Niger che hanno fatto causa alla Shell, il Golia di questa storia, società petrolifera olandese-britannica tra le maggiori al mondo. La Corte d’appello dell’Aja ha riconosciute le responsabilità di quest’ultima per gli sversamenti di greggio che hanno devastato le attività agricole della regione. È la prima volta che accade, può non essere l’ultima: sono settant’anni che la Shell sfrutta gli enormi giacimenti di petrolio con conseguenze umane e ambientali devastanti. Alcuni tra i querelanti oggi non ci sono più – la denuncia risale al 2008 – o sono anziani e malati eLeggi Tutto
Soggetti con un desiderio
Ci svegliamo ogni mattina pensando quando e come ne usciremo. Adesso che al governo c’è questo signore un po’ diverso ma mica meno padronale, con la sua maggioranza di marionette arlecchino, forse ci aspettiamo che perlomeno faccia qualcosa contro la pandemia ma subito valutiamo i danni collaterali che ci arrecherà. Però arriva un momento della giornata in cui, casomai per una gentilezza inattesa o un sorriso radioso, per un’intuizione vivace o una riflessione profonda, scopriamo che abbiamo voglia di reagire adesso, in prima persona, in relazione ed assieme. Proviamo a coltivarlo questo desiderio, non lasciamolo scappare. Diamogli corpo mentre camminiamo, facciamolo trapelare dallo sguardo e proviamo a scorgerlo nelle altre e negli altri. Cerchiamo di trovare ed indirizzare quel meraviglioso edLeggi Tutto
Arabia saudita
Il coraggio di Loujain
Mille giorni non sono bastati alla monarchia saudita, un regime tra i più oppressivi, patriarcali, sanguinari e oscurantisti al mondo, per piegare Loujain al-Hathloul: dopo quasi tre anni di carcere duro, di minacce, di ricatti e di torture, Loujain è finalmente tornata in libertà. Non ha ritrattato, al contrario. In prigionia non ha smesso di lottare e di rivendicare la propria dignità e libertà di donna, rifiutando di confessare crimini mai commessi e dando vita ad uno sciopero della fame che ha infranto il muro del silenzio mobilitando la solidarietà internazionale. Animatrice del movimento Women to drive, aveva deliberatamente infranto il divieto per le donne di guidare, di viaggiare e di prendere le più elementari decisioni senza la tutela maschile, normeLeggi Tutto
La metafora della politica decadente
Il governo Draghi è la nuova tappa del disfacimento della politica come l’abbiamo conosciuta. Una politica incapace di eseguire efficacemente gli ordini che vengono dall’alto e di rappresentare con un minimo di coerenza le istanze che vengono dal basso. Parlamento e partiti non sono mai stati davvero autoconsistenti ma ora appaiono del tutto inconsistenti. Già il primo governo Conte aveva impressionato per essere frutto di mera brama di potere, mettendo insieme due creature abbastanza incongrue ed inquietanti, che pretendevano di essere reciprocamente alternative come il M5s e la Lega. Dopo qualche rigurgito pesantemente razzista e una serie di misure clamorosamente inutili o dannose, vedi reddito di cittadinanza, il mostro a due teste è stato abbattuto dal Truce senza un vero perché.Leggi Tutto
Presidio antifascista contro l’attacco vigliacco al Mamiani
Mercoledì 10 Febbraio alcuni studenti hanno occupato il liceo Mamiani di Roma, nonostante gran parte degli alunni fosse contraria, per chiedere di ritornare a scuola in piena sicurezza. La sera di venerdì 12 febbraio gli occupanti hanno comunicato l’incursione di un gruppo di estrema destra nella loro scuola. Erano circa quindici persone di età adulta, incappucciati ed armati di bastoni e attrezzi taglienti con cui hanno anche aggredito due ragazzi, che fortunatamente stanno bene. Un attacco gravissimo frutto dell’operato di una minoranza vigliacca ma pericolosa, che si fa forte di una società sempre più in disgregazione. La buona notizia è che questa mattina, sabato 13 febbraio, c’è stata un’importante reazione: si sono infatti riuniti in presidio circa 150 persone. La maggiorLeggi Tutto


