41 anni fa, il 6 gennaio 1980, a Palermo veniva assassinato Piersanti Mattarella, esponente di spicco della Democrazia Cristiana e Presidente della Regione Siciliana. Seguace di Aldo Moro e fautore di un governo dell’Isola, in solidarietà con il PCI di Pio La Torre, morto ammazzato anche lui nell’82. P. Mattarella ha tentato, contraddittoriamente, di contrastare  interessi mafiosi e di politici “amici degli amici” nelle istituzioni regionali e locali, con lo scopo di modernizzare e razionalizzare il potere statale. Dopo 41 anni, malgrado le sentenze dei tribunali, non si conoscono con certezza ne mandanti ne esecutori di questo omicidio. Bollata fin da subito come “semplice” azione mafiosa, sono emersi a più riprese coinvolgimenti di loschi figuri dell’estrema destra, come Giusva Fioravanti,  elementiLeggi Tutto

Dal primo di gennaio in Germania è cambiatala normativa che regola l’espulsione dei profughi. Secondo le parole del segretario di Stato del Ministero degli Interni Hans Georg Engelke “qualsiasi persona che commetta un reato grave o manifesti intenzioni di tipo terrorista che possano causare un danno grave al nostro Stato dovrà abbandonare il nostro paese”. Si tratta di una modifica del regolamento che fino ad ora prevedeva l’obbligo di processare le persone rifugiate responsabili di un delitto secondo le regole del sistema giudiziario tedesco. Apparentemente il provvedimento non dovrebbe produrre effetti immediati in primo luogo per la mancanza di accordi di deportazione con diversi paesi, come per esempio Siria o Afghanistan. Associazioni del mondo della solidarietà hanno anche evidenziato aspetti legaliLeggi Tutto

È ora di porsela questa domanda, dopo la drammatica farsa dell’assalto a Capitol Hill. La questione va oltre i confini nordamericani, riguarda tutti i paesi che si proclamano democratici, ed ha una portata epocale ed urgente. Potenziali emuli di Trump si aggirano per l’Europa e dintorni: Le Pen, Salvini, Vox sono solo alcuni esempi per non dire di Orban ed Erdogan. Menzogne e deliri “social” che alimentano fantasie violente e complottiste dei settori più retrivi della popolazione si diffondono. Maniaci che vorrebbero negare il genere femminile e abrogare la storia e le sue tracce prendono piede. Prepotenze e assassinii machisti si moltiplicano. Bande armate razziste o integraliste sono in agguato. L’agire violento ed unilaterale delle forze repressive non si è maiLeggi Tutto

Mercoledì 6 gennaio 2021 poche migliaia di persone provenienti da una manifestazione svoltasi a Washington in sostegno di Trump hanno raggiunto il Campidoglio e sono entrati al suo interno con la violenza. Hanno potuto farlo grazie all’insolita e sospetta impreparazione delle forze dell’ordine – persino con la loro complicità – e hanno interrotto la seduta del Congresso che stava certificando la vittoria di Biden. Questo attacco fomentato dall’appello che poco prima Trump aveva rivolto ai suoi accoliti, rappresenta uno sbocco concreto delle sue accuse senza prove su un presunto risultato elettorale truccato. Solo quando si è trovato in un vicolo cieco – visto il carattere improvvisato e irresponsabile di questo attacco e dopo le reazioni avverse di gran parte dell’establishment repubblicanoLeggi Tutto

Ciò che sta avvenendo negli Stati uniti è senza precedenti. Un punto di non ritorno nella crisi della democrazia sistemica ormai a pezzi, che anche a breve può aprire la strada a ulteriori pericoli. Ieri, in uno dei momenti più importanti e solenni del loro rito democratico, la ratifica dell’elezione del nuovo Presidente, tutto il mondo ha visto il Congresso degli Usa cedere di fronte all’irruzione nel Palazzo di gruppi di persone agli ordini dell’ex Presidente Trump che in qualche migliaio erano lì riunite. L’orda di bifolchi che ha bloccato per alcune ore Capitol Hill non è sfuggita di mano al caporione dei retrivi che sta ancora alla Casa Bianca: è stata al contrario preparata e incitata da lui, che l’haLeggi Tutto

Forse Louijain al Hathloul dalla sua cella sentirà il clamore degli spettatori o il rombo dei motori della Parigi-Dakar, la corsa di rally automobilistico più famosa al mondo. Forse nemmeno quello. Perché la corsa, trasferita in Arabia Saudita, passerà in questi giorni a poche centinaia di metri dal carcere ove è rinchiusa. Lei e altre donne sono tuttora detenute, sottoposte a torture e abusi sessuali, dopo essere state arrestate nel 2018 perché hanno rivendicato il diritto di poter guidare un’auto, cosa sino allora vietata dal regime iperpatriarcale e nazistoide della dinastia Saud. Nel chiamare al boicottaggio della corsa, Lina, sorella di Louijain, denuncia il regime e il “riformatore” Mohammed bin Salman che hanno organizzato questo e altri eventi sportivi – supercoppe,Leggi Tutto

Sabato 2 gennaio i villaggi di Tchoma Bangou e Zaroumadareye, nell’ovest del Niger, sono stati assaliti da due colonne di uomini armati: almeno 100 le vittime. È un orrendo massacro di civili inermi ed è l’ennesimo atto di una guerra non dichiarata che incendia il Sahel. Ancora non vi è una attribuzione certa delle responsabilità; un’ipotesi è che si tratti di una vendetta contro le milizie di autodifesa costituite dagli abitanti dei villaggi per proteggersi dal terrorismo jihadista che imperversa nella regione. Infatti, numerose e diverse bande terroriste, alleate o affiliate ad al-Qaeda o all’Isis, imperversano da anni in un’area vastissima a cavallo dei confini statali di Niger, Mali e Burkina Faso. Francia, Stati uniti, Germania e perfino l’Italia mantengono leLeggi Tutto

Le donne hanno conquistato la legge per il diritto all’aborto legale, sicuro e gratuito. Quante milioni di donne si sono svegliate oggi con un sorriso di profonda soddisfazione? L’emozione è forte, è difficile trovare le parole per esprimere le ragioni della felicità che si sente. E in alcune donne già comincia ad affiorare un genuino punto di domanda sul futuro. Godiamoci al meglio questa giornata pensando insieme. Perché siamo riuscite a conquistare la legge? Se c’è la legge per l’aborto è grazie alle donne, non grazie allo Stato. Al contrario, è stato a causa della sua storica oppressione e delle sue costanti manovre, incluse quelle del governo attuale, che ha alternato il fazzoletto verde con quello azzurro a seconda della convenienzaLeggi Tutto

Progettare un futuro migliore, proprio ora che la loro normalità implode e ci mette a prova? Sì! C’è il tempo, se lo interpretiamo assieme. Ne siamo capaci se lo vogliamo, possiamo riuscirci se lo scegliamo. Di che si tratta? Ma delle nostre vite! Che altro sennò? Dei nostri mondi (interni innanzitutto) piccoli, importanti, interconnessi che possono cambiare in meglio se la smettiamo di credere che il grande mondo confuso possa volgere al bello all’improvviso. È una balla colossale e strumentale di chi vuole continuare a possederlo e peggiorarlo. Quindi ricominciamo da noi che siamo anche gli altri, quelli volenterosi, disponibili, operosi, riflessivi (ahia!?) che si e ci dicono, ascoltiamo e veniamo ascoltati. Cerchiamo: cerchiamoli, cerchiamoci con fiducia e pazienza. Abbiamo grandiLeggi Tutto

Ad un certo punto di novembre è girata la voce che in Gran Bretagna si stesse pensando di spostare il Natale. Nelle fulminanti strisce di Walt Kelly Pogo avrebbe affermato “quest’anno venerdì 25 dicembre cade di giovedì” (chi non lo conosce veda la rivista Linus che ha pubblicato Kelly per anni. Ve lo consigliamo caldamente). Pogo è un opossum dotato di parola che discute coi suoi amici tartarughe, topini e alligatori di tesi paradossali. E paradossali sono spesso le discussioni sull’ultimo Dpcm, ma noi non siamo in una strip (anche se a volte sembrerebbe di sì). Con una pandemia in corso, che sta calando molto lentamente, è ovvio che bisogna mantenere tutte le misure di sicurezza anche durante le feste. PotremoLeggi Tutto