Viva la pacificazione danzante
Stasera 4 aprile al Teatro San Carlo di Napoli si terrà una serata evento di danza “Ballet for Peace”, a cui parteciperanno, fra gli altri Olga Smirnova, étoile del Bolshoi di Mosca, che ha lasciato al Russia dopo aver denunciato l’invasione dell’Ucraina, e Anastasia Gurskaya prima ballerina dell’Opera di Kiev, fuggita dalla guerra in Italia. Con loro altri danzatori dei due paesi, uniti nella volontà di mettere la loro arte al servizio della possibilità di pacificazione tra le genti. Questo nonostante le esplicite pressioni in senso contrario che arrivano dall’ambasciata ucraina e da ultranazionalisti che hanno chiesto ai ballerini di non danzare con i loro colleghi russi. Ma l’arte come strumento di pacificazione sembra più forte.Leggi Tutto
Antropologia della decadenza
Le prime radici e l’ultimo impero/1
Lo stupore e la normalità della guerra non lontano da casa. Terribile nel suo farsi e strana nel racconto che ne viene fatto, la guerra. Sempre uguale, sempre diversa la guerra: è la creatività degli uomini nel distruggere e massacrare ma anche nel difendersi, la saggezza delle donne nel sottrarsi e proteggere, l’incredulità e l’incomprensione di bimbe e bimbi coinvolti. Ritorna la guerra, anzi non è mai finita: perché gli Stati la portano inevitabilmente con sé, tutti gli Stati, compreso quello italiano che malgrado il “ripudio” costituzionale non ha mai smesso di aumentare le spese militari persino nei tempi economicamente più difficili. Qualche giornalista ignorante o distratto ciancia sulla pace successiva all’11 settembre del 2001. Quando? Dove? Chiedetelo alle popolazioni africane,Leggi Tutto
Scenari di guerra
Sentieri di pace
Non capisco, tu dici che la guerra non finisce? Penso che questa guerra sia devastante e comunque non finirà bene. Ma sono le logiche di guerra che permeano tutti i campi della vita, è questo furore bellico che non finirà. Spiegami meglio, che intendi con logiche di guerra? Pensa all’ira e alla violenza che si scatenano contro le donne e spesso anche contro bimbe e bimbi da parte di maschi frustrati. Pensa alla violenza legalizzata dei padroni nei confronti di lavoratrici e lavoratori. Pensa alle violenze poliziesche così eclatanti negli Usa. Pensa all’odio e all’incitamento al ma le che dilagano nel web. Pensa alla peste razzista ed assassina che si diffonde contro donne, uomini, bambini immigrati o profughi. Pensa, ancora, allaLeggi Tutto
Solidarietà al “Laboratoria ecologista autogestito Berta Caceres” contro lo sgombero
Dopo circa due settimane dall’apertura del “Laboratoria ecologista Berta Caceres” le forze dell’ordine hanno compiuto l’ennesimo sopruso sgomberando i locali che gli attivisti avevano simbolicamente restituito alla città dopo anni di abbandono. Si stavano impegnando in questi giorni contro la guerra “Per la vita della popolazione ucraina vittima dell’invasione russa”, “per la vita di qualsiasi persona in fuga dalle tante guerre in atto”. Evidentemente le posizioni radicalmente pacifiste hanno motivato i vertici politici della Regione Lazio e si sono combinate con ragioni di bassa speculazione immobiliare da parte della stessa Amministrazione Regionale nell’accelerare la scelta di questa azione repressiva. Questo atto di protervia era già stato esplicitamente sollecitato da vari esponenti politici notoriamente favorevoli alle scelte interventiste del governo Draghi. ComeLeggi Tutto
La guerra fuori dall’Europa
Arabia saudita. Nell’indifferenza della grande stampa internazionale, il tribunale ha reso esecutive 81 condanne a morte in un solo giorno. È un dato impressionante perfino per i pessimi standard dell’Arabia saudita. Tra i condannati vi sono detenuti comuni, terroristi, oppositori. Sullo sfondo, la guerra di Riad in Yemen. Khartoum, capitale del Sudan. Venerdì 11 marzo le persone sono nuovamente scese in strada contro la repressione del governo militare, una mobilitazione che dura con più ondate dal 2018. Almeno 81 manifestanti sono stati uccisi in un sol giorno. La ferocia delle esecuzioni in Arabia saudita e l’altrettanto sanguinosa repressione di piazza in Sudan sono espressioni diverse di un comune terrorismo di Stato. Nel primo caso si tratta di un paese ricchissimo: laLeggi Tutto
finanza immorale
chi lucra sui conflitti
In questi mesi stiamo subendo un’impennata vertiginosa dei prezzi dei beni di prima necessità: pane, pasta, frutta, verdura, bollette energetiche. È la diretta conseguenza dell’aumento dei costi di produzione e del trasporto causati dagli aumenti vertiginosi dei prezzi dei prodotti energetici: petrolio, metano e quindi l’energia elettrica che viene prodotta nelle centrali alimentate con questi combustibili. La vita quotidiana della gente comune diventa perciò ogni giorno più difficile e faticosa. Salari e pensioni valgono sempre di meno, falcidiati dall’inflazione che ha cominciato a galoppare senza freni.Ma cosa sta causando tutti questi aumenti? C’è forse meno gas o meno petrolio di prima? No, anzi, la loro quantità sul mercato mondiale è addirittura aumentata. Questo impazzimento dei prezzi delle materie prime è provocatoLeggi Tutto
schieràti con i popoli non equidistanti!
L’ipocrita macchina propagandistica dell’occidente democratico decadente ci attacca accusandoci di equidistanza perché siamo sia contro Putin che contro la Nato. Proprio loro che hanno chiuso gli occhi di fronte ai massacri russi in Siria in sostegno al criminale dittatore Assad e che fino a ieri hanno fatto affari con il nuovo zar, incluso vendendo armi. Parlano di pace e intanto incitano all’invio di armi da parte dell’Europa e quindi all’allargamento del conflitto con le prevedibili conseguenze devastanti per tutte le popolazioni.Noi non siamo equidistanti! Siamo schierati a fianco del popolo ucraino contro la guerra per la pace e quindi contro la criminale invasione delle truppe russe, contro la Nato e contro la retorica nazionalista e bellicista di Zelensky, lo stesso cheLeggi Tutto
le svastiche ucraine
Le mobilitazioni europeiste del cosiddetto EuroMaidan del 2014 che misero fine al governo filo-russo di Janukovich furono acclamate dalle cancellerie europee e in Usa e celebrate dalla stampa occidentale.I leader politici ucraini furono accolti a braccia aperte, legittimati e foraggiati ovunque. Dal versante russo avveniva esattamente il contrario. Oggi Putin ha definito la sua guerra criminale come una “operazione speciale per la denazificazione”: bieca propaganda che si basa però su fatti reali.Infatti, il cambio di regime del 2014 è stato possibile soprattutto per una nutrita manovalanza di formazioni paramilitari neonaziste. Coloro che inneggiano oggi a Zelensky “contro la tirannide”, hanno occultato sin da allora la verità: la piazza Maidan era colma di bandiere rosso-nere del movimento/partito neonazista Pravi-Sektor a cui sonoLeggi Tutto
sinistre e persone in cerca di riscatto
Lottiamo insieme per la pace
Umanamente colpite dal dramma della guerra, le persone più sensibili e volenterose sentono l’esigenza di reagire. Ma c’è bisogno di punti di riferimento e quindi che la parte più sana e migliore della sinistra si unisca nella lotta per la pace. Oltre al bombardamento degli ordigni assistiamo a quello cinico delle immagini, menzogne e falsificazioni della propaganda bellica spacciata per informazione. L’ossessiva grancassa mediatica guerrafondaia disorienta le persone, le narcotizza e alimenta l’indifferenza. Perciò incontrarsi e lottare insieme per la pace e la pacificazione, al fianco dei popoli contro Putin e la Nato è ancor più urgente e vitale. Fin dall’inizio dell’offensiva bellica abbiamo ricercato l’interlocuzione con la gente comune e con molte forze attorno ad un appello per unirsi controLeggi Tutto
18 marzo 2022 – 18 marzo 1871
È specialmente importante, in un momento dove la guerra travolge la vita di tante donne, uomini, bambine e bambini in Ucraina, ritornare su pagine della storia dove la guerra la si è fronteggiata in ragione della vivibilità e di una vita migliore. Come a Parigi, 151 anni fa, con la Comune di Parigi, a cui Lorenzo Gori ha dedicato una ricostruzione e reinterpretazione appassionanti in “Parigi 1871 – La speranza della Comune” edito da Prospettiva edizioni. Quella che per molti è stata la prima rivoluzione sociale viene più profondamente riconsiderata alla luce delle coordinate di una visione umanista socialista. “Possiamo considerare la Comune davvero un crocevia della storia […] dove l’aspetto sociale non era l’unico presente e forse neanche quello prevalente.Leggi Tutto



