Una canzone per cominciare il nostro domani, perché pensare assieme ad un futuro migliore può cambiare da subito il nostro presente. Una canzone per chi vuole fondare una cultura più umana per reagire a questa pandemia e alla decadenza. Insomma musica per le orecchie di chi vuole scegliere un modo diverso di vivere. E Se Domani (Ora) è stata scritta e suonata da due nostri compagni musicisti, Tommi e Gabriele, ispirandosi all’editoriale “Se domani…” pubblicato ne La Comune 367, in omaggio all’impegno della Corrente umanista socialista e delle sue organizzazioni, e per tutte le persone che in fondo sanno che insieme “possiamo essere meglio”. Ascoltala, suonala, cantala, scaricala, falla ascoltare. Un motivo in più per donare soldi per la nostra campagna di autofinanziamento. Ora! E Se Domani (Ora)Da Tommi e GabrieleLeggi Tutto

Dopo gli scontri di domenica 23 gennaio a Roma, anche ieri, venerdì 28 gennaio, a Milano, Napoli, Roma e soprattutto a Torino, la polizia ha represso le mobilitazioni. A causa di cariche e manganellate, decine di studenti sono rimasti feriti. La repressione poliziesca è ancor più vergognosa visto che ciò accade in una giornata dedicata a Lorenzo Parelli, il ragazzo di 18 anni morto la settimana scorsa mentre svolgeva l’alternanza scuola-lavoro in un’industria meccanica vicino Udine. Le manifestazioni si sono date in molte delle principali città italiane ma purtroppo sono state poco partecipate. Ovunque è stata denunciata la drammatica situazione delle scuole che sempre più assomigliano ad aziende in cui si viene formati ad essere sfruttati e precari. Difendiamo la libertàLeggi Tutto

Un’altra memoria, non solo dedicata alle vittime dei campi di sterminio ma anche all’eroismo quotidiano più diffuso e differenziato, e spesso dimenticato, di chi ha combattuto e ha resistito ai mostri gemelli, come Lev Trotsky aveva acutamente denunciato: il nazismo e lo stalinismo. Un’altra memoria per “l’indirizzo etico”, come scrive Fabio Beltrame in Eroi, traditori e complici nell’inferno nazista, e per i soggetti che coinvolge: persone comuni. «Ma – come scrive Fabio Beltrame – definirla ‘gente comune’ non significa sminuirne la scelta morale compiuta che è tutt’altro che un atto ‘comune’, ordinario. Si intende che i protagonisti di quelle azioni non si consideravano persone speciali». Quindi un’infinità di gesti e atti, di cui spesso si è appannata la memoria, appunto, contraddistintiLeggi Tutto

A Milano almeno 9 donne sono state aggredite e molestate da branchi di maschi frustrati e violenti, la notte di Capodanno. A Cagliari Natalia ha reagito tempestivamente e coraggiosamente a una violenza perché, come ci ha detto ad un sit-in promosso per lei: “nel momento in cui una donna lotta per se stessa, in realtà lo fa anche per tutte le altre”. Emerge ora la vicenda dello scorso anno a Roma in cui una ragazza ha subito stupri e violenze da adolescenti della cosiddetta “Roma bene”, ora incriminati ma probabilmente liberi tra qualche giorno o mese. La violenza patriarcale e il vile maschilismo fanno mostra di sé, colpendo la vita e l’interezza di donne e ragazze, ma segnali vividi di reattivitàLeggi Tutto

… e sono dell’idea che nel momento in cui una donna lotta per se stessa, in realtà lo fa anche per tutte le altre” Con queste parole e con commozione, Natalia è intervenuta al sit-in organizzato dalle sue coetanee e coetanei dell’università di Cagliari, davanti alla mensa universitaria, zona isolata, in cui era stata aggredita da uno sconosciuto **. Tanti gli interventi, autentici, soprattutto di giovani donne, si è respirato calore umano. Con i miei compagni de La Comune, abbiamo portato solidarietà e il nostro contributo, con le nostre idee, con un volantino -vedi sotto- e con La Comune. Abbiamo conosciuto lei, altre persone, la sua mamma e Chiara. Una donna che in questi ultimi anni, mossa dalla ricerca della suaLeggi Tutto

Credo di sapere quale sia stato il momento esatto in cui per me lo studio delle tenebre calate sulla vicenda umana, cioè del totalitarismo nazista, dello sterminio e della guerra, è cambiato in modo radicale. Ovvero il giorno in cui Dario Renzi, alla Lunga Estate[1] del 2010 alla Casa della Cultura sul tema Storia e fondamenti di un umanesimo socialista, disse: “anche quando il male appare assoluto è possibile rintracciare il bene”. Da allora in poi fu possibile scoprire che una parte considerevole della specie umana, pur nelle tenebre, ha scelto di vivere ricercando il bene proprio e altrui e agendo per affermarlo. Origene di Alessandria, molti secoli prima, scriveva: “il potere di scegliere tra il bene e il male èLeggi Tutto

Lorenzo Parelli ha 18 anni e vive a Udine. Frequenta l’ultimo anno di scuola superiore in cui viene addestrato a fare un lavoro. È l’ultimo giorno dello stage, che sta svolgendo in fabbrica. Il suo rientro a scuola è previsto per il lunedì successivo. Dopo, la maturità e, chissà, un lavoro. Invece una putrella lo travolge e lo uccide. Il tragico stillicidio di morti sul lavoro – più di tre al giorno – questa volta colpisce uno studente. In questa terribile vicenda, che ci addolora profondamente, si concentra tutta la differenza che esiste tra insegnare, educare, poter imparare tante cose, tra cui anche un lavoro, e invece addestrare, istruire a nozioni, rispondere a comandi ed eseguire compiti. Nel primo caso alLeggi Tutto

Un tribunale tedesco ha condannato Anwar Raslan all’ergastolo per crimini contro l’umanità. L’uomo, responsabile di omicidi e torture, è stato a capo dei servizi segreti siriani, la spietata macchina tuttora in attività nelle cui carceri sono sparite oltre 100 mila persone. È una sentenza importante perché riconosce la colpevolezza di un gerarca di primo piano del regime che per dieci anni ha condotto e tuttora conduce una guerra spietata contro il suo stesso popolo, reo nel 2011 di aver dato vita ad una straordinaria e pacifica rivoluzione. La condanna è il risultato del coraggio e della tenacia dei profughi siriani che lo hanno riconosciuto e denunciato e che a decine sono andati in tribunale per testimoniare.Nessun merito, invece, può essere attribuitoLeggi Tutto

Ogni anno, per iniziativa dell’Onu, si celebra il ricordo della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz da parte dell’armata rossa il 27 gennaio 1945. Dovremmo però imparare ad esercitare la memoria, come capacità non passivamente rivolta al passato ma come facoltà creativa innanzitutto del presente futuro, ben oltre le ricorrenze stabilite, come attivazione delle nostre qualità sentimentali e riflessive per scegliere chi essere e come essere migliori. Cosa si ricorda e come è quindi fondamentale per ciascuno di noi: limitarsi alla tragedia o cercare gli spunti e gli esempi che possono meglio aiutarci ad attivare tale possibilità di essere migliori? Per quest’ultimo intento è importante guardare a coloro che più sfidarono l’olocausto in atto. Un episodio molto importante di ciòLeggi Tutto

Scarica il pdf impaginato Domenica 23 gennaio diversi giovani delle scuole di Roma hanno protestato davanti al Pantheon per reagire ed essere vicini a Lorenzo, il ragazzo di 18 anni che è morto venerdì 21 gennaio, vicino ad Udine, durante uno stage per l’alternanza scuola-lavoro: i sogni e le speranze di un ragazzo sono stati stroncati a causa di un’attività lavorativa obbligatoria per conseguire il diploma, in un posto autorizzato dalla scuola che frequentava. Durante la protesta di domenica a Roma, quando i manifestanti hanno provato a muoversi in corteo, la risposta della polizia è stata la repressione violenta. Diversi studenti sono rimasti feriti per le manganellate subite. Dopo questa escalation violenta le ragazze ed i ragazzi hanno marciato pacificamente, scortatiLeggi Tutto