scarica il pdf Noi donne da sempre in modo speciale ci prendiamo cura delle persone care, vicine e lontane. Siamo le prime a occuparci della vita comune: nella quotidianità così come di fronte alle diverse tragedie, guerre, disastri ambientali, pandemie. È stato ed è così nell’emergenza sanitaria: mentre gli Stati mostravano le loro criminali responsabilità per tante morti e sofferenze, noi donne eravamo in prima fila dappertutto, tanto nelle corsie d’ospedale e nei  luoghi di cura, quanto nelle case e nei quartieri. È stato ed è così in Afghanistan dove, in questi lunghi anni di guerra e terrore, le donne non hanno mai smesso di portare avanti la vita e oggi, ancora una volta, lottano con coraggio per la loro libertàLeggi Tutto

Emozioni, quando sentiamo che ricomincia l’anno, dopo l’estate, e avvertiamo la fibrillazione di un possibile nuovo inizio.Quando si fanno progetti e propositi per i mesi a venire e proviamo un po’ di malinconia per le vacanze trascorse (chi ha potuto goderne), ma anche la voglia di rivedere coloro con cui si condividono gli ambiti intimi, lavorativi, scolastici.Quando, dopo quasi due anni di pandemia sofferta anche nei suoi effetti secondari, il bisogno di mobilitarsi contro le ingiustizie si combina con la gioia di ritrovarsi, dal vivo e con tutti se stessi. La differenza si sente eccome tra un dibattito via zoom e un’assemblea “in presenza”, tra l’invio di una mail e l’offerta di un volantino con le mani, lo sguardo, la voce.Leggi Tutto

Più il sole prendeva il posto delle nuvole minacciose più il corteo si ingrandiva, e così circa 10.000 persone il 18 settembre scorso hanno sfilato a Firenze insieme alle operaie e agli operai della GKN con un forte senso di unione e determinazione. È stata una manifestazione nazionale completamente autorganizzata in cui spiccava la completa assenza di Cgil,Cisl e Uil, con la solaeccezione della Fiom della setssa GKN e di una piccola rappresentanza della Uil Commercio. L’aspetto più interessante di questa giornata di lotta è stata la possibilità di conoscere da vicino gli operai del collettivo di fabbrica della GKN con la loro vitalità e una convinzione notevole che trasmettevano ai tanti e alle tante presenti in solidaretà. Abbiamo dialogato conLeggi Tutto

Non è stata la prima volta e non sarà l’ultima. Come tutti i suoi predecessori anche il papa della solidarietà, capo del clero cattolico – maschile, maschilista e patriarcale, spesso abusatore – non può fare a meno di colpire le donne con parole che risultano pietre. Paragonare chi interrompe una gravidanza a coloro che “assoldano un sicario per un omicidio” – come ha fatto Bergoglio di ritorno da Budapest e Bratislava – è un atto gravissimo dalle conseguenze devastanti. Tanto più in un clima di misoginia come quello odierno, quando la ferocia del patriarcato decadente, femminicida, per mano di maschi violenti sta spezzando ogni giorno migliaia di vite in cerca di libertà. L’invito alla misericordia dei Pastori per comprendere e perdonareLeggi Tutto

Le prossime elezioni amministrative che si svolgeranno in diverse città (tra cui Roma, Napoli, Bologna, Torino e Milano) assumono una valenza più generale e non solo locale.Il governo del tecnocrate Draghi unisce destra e sinistra mentre Fratelli d’Italia, all’opposizione da destra, cresce pericolosamente come riferimento per i settori più retrivi, reazionari e fascistoidi. Più si approssimano le elezioni amministrative più aumenta la litigiosità tra le forze della grande ammucchiata governativa. Il truce Salvini sta al governo e al tempo stesso fomenta i retrivi avvalorando le fandonie negazioniste sulla pandemia, mentre il PD digerisce e avalla ogni malefatta governativa e padronale. I 5 Stelle, pur di conservare le poltrone, cambiano opinione a seconda delle opportunità. La sinistra praticamente non c’è più eLeggi Tutto

L’Anief, una piccola associazione sindacale cresciuta a colpi di ricorsi e di scarsa idealità, ha indetto per il primo giorno di scuola uno sciopero contro l’obbligo di Green pass nella scuola e per la riduzione del numero di studenti per classe. Obiettivi apparentemente positivi. Sennonché ci consta che l’Anief abbia serenamente firmato (a parte l’ultimo) tutti i protocolli di sicurezza in cui non si fa mai menzione della riduzione del numero di alunni per classe. Perché questo cambio? Logiche politiche e divisioniste volte a depotenziare lo sciopero da tempo indetto da tutto il sindacalismo di base per l’11 di ottobre, sciopero che tra le altre rivendicazioni ha anche quelle dell’opposizione al Green pass e della riduzione del numero di alunni perLeggi Tutto

Sono passati vent’anni dal sanguinoso attacco terroristico nel cuore di New York in cui perirono circa 3000 persone. Il primo motivo di sollecitazione della memoria e di solidarietà riguarda la ferita inferta a coloro che hanno perso i propri cari, in questo come nei tanti attentati che hanno preceduto e seguito quel giorno di settembre. Fu una morte in diretta, mostruosa e spettacolare, che colpì dall’alto gente comune ignara; peculiare fu l’obbiettivo scelto, al centro di una delle più grandi e importanti metropoli del pianeta, nel cuore della nazione militarmente più potente del mondo. A vent’anni di distanza, è necessario fare un bilancio: che ne è stato della “guerra al terrorismo” condotta dalla democrazia statunitense e dai suoi alleati (Italia inclusa)?Leggi Tutto

“Esigiamo il diritto all’istruzione, al lavoro, alla libertà, alla sicurezza” scandisce una delle manifestanti di Herat. Sono le prime a mobilitarsi, appena due settimane dopo la caduta di Kabul, a una manciata di giorni dall’orrendo attentato all’aeroporto, quando i talebani si stanno appena insediando al potere e ancora non hanno vinto la resistenza nel Panshir. Le manifestanti non si fanno paralizzare dalla paura e dall’orrore né dal caos e dalle false promesse. Sono poche decine di donne; sono innanzitutto avanguardie coraggiose e straordinariamente audaci che indicano la strada del protagonismo diretto. La loro mobilitazione mette a nudo l’inequivocabile natura reazionaria dei talebani e svela le ipocrisie democratiche su un presunto nuovo corso moderato di questi ultimi. Nei giorni successivi, l’esempio delleLeggi Tutto

Ciò che stanno vivendo le popolazioni in Afghanistan ci preoccupa e ci sta a cuore. Dopo 20 anni di guerra crudele le truppe Usa e alleati hanno lasciato un paese ferito e devastato. In questo contesto i talebani si instaurano con l’intento di costruire un emirato oscurantista, terrorista e iperpatriarcale sottomettendo la popolazione e in particolare donne e bambini. L’Isis torna a colpire con un attacco terroristico, causando centinaia di morti e feriti. In questi lunghi anni di guerra e terrore la vivibilità in Afghanistan è stata seriamente compromessa ma nonostante ciò e pur in condizioni estreme le donne hanno provato instancabilmente a cercare strade di miglioramento della vita per sé e i propri cari. Proprio in questi giorni gruppi diLeggi Tutto