L’inserto de la Repubblica dello scorso 11 dicembre, il venerdì, ricorda con un titolo al veleno le vicende di dieci anni fa in Nord Africa e Medio Oriente: “Maledette primavere”. Di che si tratta? Nel dicembre del 2010 prende avvio un tumultuoso processo di mobilitazione umana, particolarmente femminile e giovanile, che scuote dalle fondamenta odiosi poteri oppressivi. Milioni di persone, dalla Tunisia allo Yemen passando per Egitto e Siria ed altri paesi dell’area, cercano la propria libertà e una vita migliore, si uniscono affermando la dignità umana come valore centrale. Diversi dittatori, apparentemente inamovibili, sono costretti alle dimissioni e alla fuga; le ripercussioni sono planetarie. Per quanto ci riguarda, abbiamo definito queste vicende “rivoluzioni della gente comune”, soprattutto con riferimento alleLeggi Tutto

Frontex – l’agenzia europea che si occupa del controllo dei confini dell’UE – è stata accusata di avere compiuto operazioni di respingimento illegali di immigranti, il cosiddetto pushback, vietato dalle normative UE sui diritti umani. La denuncia presentata da vari e autorevoli organi di stampa – tra i quali il Der Spiegel – documenta il coinvolgimento di agenti di Frontex in un respingimento avvenuto al confine marittimo fra Grecia e Turchia. Un fatto gravissimo che ha costretto alcuni deputati del palamento UE a chiedere chiarimenti. Frontex, che pure dovrebbe vigilare sul rispetto dei diritti umani, non è certo un organismo neutro. Risponde, infatti, anche in materia di respingimenti, agli interessi e alle volontà dei paesi membri, che attuano politiche di respingimentoLeggi Tutto

Sabato 12 dicembre, durante un’iniziativa indetta a Napoli da Priorità alla scuola (Napoli), Usciamo dagli schermi, Scuole aperte sempre e La Scuola fa bene alla salute, un gruppo di organizzatori ha di fatto impedito la diffusione del volantino de La Comune “Riapriamo le scuole in sicurezza” nei pressi del presidio, intimando di allontanarsi e di diffondere in un altro luogo, asserendo che non era in linea con i contenuti dell’iniziativa, in quanto la sicurezza e la salute delle bimbe e bimbi e delle persone che vivono quotidianamente la scuola non sarebbe una priorità in questo momento. Denunciamo la gravità dell’accaduto, perché siamo contro ogni prepotenza, arroganza e logica divisionista, proprio in un momento in cui ci si dovrebbe unire maggiormente perLeggi Tutto

Secondo fonti statunitensi, venute in possesso di un documento interno originale, Huawei avrebbe sviluppato per il governo di Pechino, un sistema di riconoscimento facciale finalizzato a identificare gli appartenenti all’etnia uigura. Gli Uiguri, originari dello Xinjiang, sono una minoranza etnica turcofona, per lo più di religione musulmana, oggetto da decenni di pesantissime repressioni e discriminazioni da parte del governo cinese. Oltre 1,3 milioni di uiguri sono rinchiusi in “campi di rireducazione” statali, sono vietati i loro usi e costumi, le loro moschee distrutte, la loro lingua di fatto cancellata nelle scuole pubbliche. Ora a tutto questo si aggrava, nel delirio digitale fomentato dal governo cinese e con la zelante complicità servile della più importante multinazionale cinese delle nuove tecnologie. Con l’invenzioneLeggi Tutto

Chi avesse pensato che la sconfitta dell’Isis nei suoi loghi di origine, in Siria e Iraq, rappresentasse la sua fine,  avrebbe sbagliato e non poco. Innanzitutto perché la perdita del controllo militare sul territorio dove aveva costruito la sua infame ipotesi di Stato islamico non significa già uno sradicamento pieno da quegli stessi luoghi, che continuano ad essere funestati da attentati, attacchi, offensive e atti violenti perpetrati da cellule in clandestinità degli sgherri nazijihadisti. Ma soprattutto perché non è mai cessato il tentativo di Daesh di esportare oltre i propri confini naturali la terribile pratica omicida e l’ideologia mortifera che ne sta alla base. Così negli ultimi giorni, per opera di gruppi locali affiliati all’Isis, si sono susseguiti gli attacchi controLeggi Tutto

Giovedì 26 novembre contadini, braccianti agricoli, operai, studenti, lavoratori domestici, autotrasportatori e tassisti indiani hanno scioperato contro il governo Modi. Alla mobilitazione hanno aderito 10 sindacati e oltre 250 organizzazioni di contadini, molte delle quali autorganizzate. Molti giornali lo hanno definito lo sciopero più grande della storia, con circa 200 milioni di partecipanti. La componente contadina e bracciantile è sicuramente stata quella più significativa combattiva. Infatti, da mesi è mobilitata per contrastare l’offensiva governativa filo padronale e pro privatizzazioni. Il governo Modi vuol favorire, da una parte, gli speculatori immobiliari e le grandi società agricole che intendono espellere i piccoli coltivatori dalle loro terre e mettere a coltura anche le foreste e, dall’altra, gli interessi dei trafficanti internazionali di derrate alimentariLeggi Tutto

“Cominciamo a riconoscere la vitalità di ciascuno di noi nelle differenze peculiari che ci contraddistinguono. Siamo tutti sani e tutti malati in una qualche misura, ovvero ognuno di noi dispone di abilità diverse: alcuni più, altri meno, alcuni con tratti specialmente accentuati anche per motivi patologici genetici oppure indotti. Sosteniamo con convinzione che l’abilità di ogni essere umano può essere riconosciuta ed avvalorata in rapporto a quelle degli altri, possiamo apprezzare l’abilità di un’altra persona e al tempo stesso compensare una sua mancanza o carenza e possiamo aspettarci di essere considerati e trattati allo stesso modo. Possiamo imparare a pensare la peculiarità dei nostri corpi e delle nostre menti come parte di un tutto concretamente unico e speciale che è l’umanità.Leggi Tutto

Brescia 20 novembre: sulle scalinate che accedono alla scala uno degli Spedali Civili, sono decine fra medici, infermieri, tecnici, specializzandi e altre figure professionali, distanziati, con i loro camici, in divisa, in silenzio, con le spalle rivolte ai dirigenti sanitari e lo sguardo rivolto verso il luogo di cura. La pausa caffè si trasforma in flash – mob di protesta. La spontaneità e la creatività umana, ancora una volta, superano leggi e regole che impongono il segreto aziendale a quelli che, strumentalmente, sono stati chiamati eroi. Fuori, il giorno dopo, la rete bresciana “NON STA ANDANDO TUTTO BENE”, assieme alla SOCIETÀ DELLA CURA, è in presidio. Cento le persone presenti, questa volta con un maggiore numero di sanitari del pubblico eLeggi Tutto

Ennesimo eccidio terrorista È stato un massacro. Sabato 28 novembre nello Stato federale del Borno, nel nord est della Nigeria, 110 braccianti sono stati barbaramente trucidati. Avevano fatto un viaggio di mille chilometri per trovare lavoro in questa terra  fertile, mossi dall’urgenza di sfamare le proprie famiglie; erano al lavoro nei campi, disarmati, quando sono stati attaccati e uccisi. Non vi sono ancora rivendicazioni ma è facile vedere in questo efferato massacro la mano dei terroristi di Boko Haram o dello Stato Islamico nelle province dell’Africa occidentale. Infatti l’intera regione è ostaggio di queste bande assassine che dal 2009 hanno già causato 30 mila vittime e oltre 2 milioni di sfollati. Anche l’esercito lo scorso anno ha avuto centinaia di perdite;Leggi Tutto

“Mi sono rifiutata di fare un minuto di silenzio per Maradona, uno stupratore, un pedofilo e un molestatore. Per questo ho pensato di sedermi a terra e voltare le spalle: così ho fatto. Per le vittime non c’è stato un minuto di silenzio; quindi ovviamente non sono disposta a fare un minuto di silenzio per lui.”Paula Dapena è una calciatrice spagnola. E ha ragione.Leggi Tutto