Lunedì scorso Cina, Stati uniti, Russia, Gran Bretagna e Francia hanno rilasciato una inconsueta dichiarazione congiunta con l’obbiettivo di rassicurare l’opinione pubblica: “In una guerra nucleare non ci sono vincitori, non deve essere mai combattuta”; il comunicato continua dichiarando che bisogna prevenire la diffusione delle armi nucleari e che, finché queste continueranno ad esistere, dovrebbero servire a scopi difensivi, a scoraggiare l’aggressione e prevenire la guerra. Per dirla elegantemente: si tratta di un cumulo di fandonie, offensive della nostra capacità di intendere ma soprattutto pericolose ed inquietanti. Mentre rilasciano dichiarazioni contro l’utilizzo delle armi nucleari, le grandi potenze statali si tengono strette quelle che hanno (decine di migliaia) e ne confermano l’utilità “come deterrente”. E non stiamo parlando di minacce ipotetiche:Leggi Tutto

Lei si chiama Legacy Russell e viene intervistata con superficialità e benevolenza acritica da Gaia Manzini su L’Espresso del 2 gennaio 2022. Un giornale, sia detto con sincero riconoscimento, che si contraddistingue per disinvolte mescolanze tra statalismo democratico radicale – su questo numero ci sono addirittura le letterine di fine anno al capo dello Stato che verrà – e sfacciate sviolinate al negazionismo di vario tipo. L’intervistatrice introduce il personaggio con una clamorosa rivelazione: “Il centro del suo pensiero intellettuale è sempre l’attivismo per i diritti delle persone QTPOCI+ (Queer & Trans, People of Color, Indigenous): nel 2012 dalle sue riflessioni è nato un vero e proprio manifesto.” Ci avventuriamo nella lettura mentre ci interroghiamo sulla fantasmagorica definizione di “pensiero intellettuale”:Leggi Tutto

La Corte suprema russa ha scandalosamente ordinato la chiusura di Memorial, associazione fondata nel 1989 (quando ancora esisteva l’Unione sovietica) con lo scopo di riabilitare le vittime innocenti dello stalinismo. L’accusa più grave – oltre a quelle concernenti i suoi finanziamenti dall’estero – è quella di disonorare il “glorioso” passato dell’Urss, di contrastare l’immagine già appannata della “patria del socialismo”. Ma la verità è che, sulla base di accuse infamanti e spesso infondate, Stalin e i suoi successori hanno perseguitato, deportato, incarcerato e ucciso milioni di persone, non solo oppositori politici e scomodi testimoni dei suoi crimini: molto spesso, donne e uomini colpevoli solo di appartenere a categorie sociali o gruppi etnici invisi al regime, presenze disturbanti rispetto alla narrazione ufficialeLeggi Tutto

26 dicembre 2004, diciassette anni fa una tragedia immane colpisce una parte dell’Asia. Più di 300mila morti causati dallo tsunami e dalle responsabilità umane, che potevano evitare o limitare grandemente il numero delle vittime. In tempo reale Dario Renzi in “Il senso dell’umanità. L’impegno dopo lo tsunami”, edito da Prospettiva Edizioni, ne ricostruisce dinamiche e responsabilità, ma soprattutto prova a trarne lezioni per ripensare la vita. “Meditare sulla tragedia accende la memoria sulle traversie dei nostri simili nei secoli, insinua più che il sospetto la certezza intuitiva che tanti massacri potevano essere evitati. […] Giunge il momento di riconsiderare la storia, la nostra storia, il modo in cui l’avviciniamo, nelle poche certezze e nelle tante incognite che ci consegna. […] CominciareLeggi Tutto

Il secondo turno delle elezioni presidenziali ha portato con sé la buona notizia della sconfitta di José Antonio Kast, un reazionario nemico della libertà delle donne e degli immigrati, sostenitore della repressione statale. Sono state le elezioni con la più alta partecipazione, segno della volontà di tanti di fermare questo pericoloso personaggio: la sua vittoria avrebbe ingrossato il club dei presidenti neofascisti nel continente, al fianco di Bolsonaro, e avrebbe dato nuovo impulso a retrogradi e razzisti. Ciò non significa affatto che la politica democratica stia risolvendo la propria crisi. Il vincitore della competizione elettorale, Gabriel Boric, è un giovane socialdemocratico da tempo in trattative con il governo di centrodestra di Sebastián Piñera e con altre forze politiche tradizionali. È ancheLeggi Tutto

C’è da inorridire leggendo le motivazioni della richiesta di archiviazione con cui la PM di Benevento Flavia Felaco scagiona il marito di Carla (nome di fantasia) dall’accusa di stupro: “…perché l’uomo deve vincere quel minimo di resistenza che ogni donna, nella stanchezza delle incombenze quotidiane, tende a esercitare quando un marito tenta un approccio sessuale…”. E che importa se quello stesso marito è stato denunciato per ripetute violenze e maltrattamenti, per esempio averle puntato un coltello alla gola dichiarando, alla presenza di testimoni, che sarebbe diventato il prossimo uxoricida di cui i giornali avrebbero parlato. Anche quello, per la Pm, era solo uno “scherzo”, per quanto di cattivo gusto. Intanto però la vita di Carla coi sui figli è stata stravolta, costrettaLeggi Tutto

In Via Genova a Torino tre lavoratori hanno perso la vita. Durante il montaggio del braccio di una gru, tutta la struttura ha ceduto schiantandosi sulle case, sulle auto e sull’asfalto. Boato, polvere e calcinacci dappertutto, come dopo l’esplosione di una bomba. I tre operai sono rimasti schiacciati dalla gru mentre crollava a terra , e solo per caso si è evitata una tragedia maggiore, visto che in quel momento non c’era traffico e non passavano altre persone. Ai familiari di Marco P., Roberto P. e Filippo F. va tutta la nostra vicinanza e solidarietà. Quanto accaduto può lasciare sgomenti, attoniti e impotenti, perché si inscrive nella strage che continua – tre vittime del lavoro al giorno – e che sembraLeggi Tutto

All’inizio di dicembre il presidente Putin ha ammassato decine di migliaia di soldati al confine con l’Ucraina,  con il pretesto di voler impedire il paventato ingresso dello Stato ucraino nella Nato con il conseguente  sganciamento di Kiev dalla storica dipendenza dalla Russia e il costituirsi di una minaccia nel “giardino di casa” del Cremlino. Una dimostrazione di forza diretta anche a fugare dubbi circa la capacità della Federazione russa di mantenere intatta e ferrea la propria influenza verso le repubbliche dell’ex Unione sovietica, scossa dalle recenti mobilitazioni popolari in Bielorussia. Stati Uniti e Ue denunciano le manovre militari di Mosca in nome della difesa della sovranità dello Stato ucraino e annunciano ritorsioni di carattere economico ma nascondono a fatica impaccio eLeggi Tutto

Negli scorsi mesi, su questo sito, abbiamo seguito con un forte sentimento di vicinanza le coraggiose lotte contadine che hanno attraversato uno dei più grandi e popolosi paesi del mondo. La buona notizia è che quelle lotte hanno vinto. Al centro della mobilitazione c’è stata la contrarietà al pacchetto di leggi del governo del reazionario Modi, mirante ad abolire il controllo pubblico sui prezzi dei prodotti agricoli con l’obbiettivo di attirare gli investimenti dei grandi gruppi finanziari ed espellere i piccoli contadini dalle terre favorendo la speculazione immobiliare. Secondo i sindacati, soprattutto negli Stati agricoli del nord come il Punjab e l’Uttar Pradesh, le riforme di Modi avrebbero causato meno ricavi e più perdite a favore del big business che puòLeggi Tutto

Scioperare per migliorare condizioni di lavoro e di vita, per affermare dignità e rispetto è giusto. Anche in questa occasione è uno sciopero che ha mille motivi per essere partecipato , ma che dall’alto dei vertici e burocrazie sindacali è stato reso blando e poco incisivo. Noi scioperiamo e saremo in piazza per dare il nostro contributo alla crescita di un sentimento affermativo a una vita migliore, per fare emergere valori di equità, solidarietà, collaborazione e cooperazione, quindi per essere più e meglio assieme e uniti. Scioperiamo per manifestare il senso di umanità e di riscatto che si rafforza sentendoci a fianco di chi lotta per difendere il lavoro , a chi cerca un futuro migliore come i profughi alla frontieraLeggi Tutto