Questa volta è una scuola elementare. I morti sono 21 di cui 19 bambini. Uccisi da un liceale di 18 anni. È l’ennesima strage dovuta alla vendita di armi negli USA, dove soloquest’anno ci sono state già più di 200 sparatorie. Tutti gli Stati si fondano sulla guerra e l’uccidibilità impregna le società statali in cui viviamo. Ciò è particolarmente evidente e feroce nella società statunitense, che sta implodendo: persino dopo un evento come questo,pochissime voci si stagliano chiaramente contro la vendita di armi, perché essa viene vista come un principio irrinunciabile di libertà e di sicurezza (sic!), perché è la normalità (tanto che vengono vendute armi anche in alcuni supermercati). Tanti media preferiscono accentuare il problema psicologico del singolo oLeggi Tutto

La perquisizione della Direzione antimafia nella redazione di Report e nell’abitazione dell’inviato della trasmissione Paolo Mondani, a cui va la nostra solidarietà, e il conseguente sequestro di pc e telefonini (“provvedimento poi revocato dopo una giornata di proteste” Corsera), sono gli ultimiatti di una vicenda – l’indagine sulla strage di Capaci – che è, come molte altre, emblematica delle trame occulte che hanno attraversato la storia dello Stato italiano. Una strage di mafia, con la probabile complicità di gruppi neofascisti e i depistaggi, le collusioni e le interferenze di apparati statali.Nella fattispecie, la perquisizione contro i reporter di Report – intimidatoria nei modi e nei tempi, visto che la perquisizione avvenuta pochi giorni dopo la messa in onda del servizio LaLeggi Tutto

Lo scorso 16 maggio la presentazione presso la Casa del Libro di Barcellona di Nadie nace en un cuerpo equivocado (“Nessuno nasce in un corpo sbagliato”, ndt) di José Errasti e Marino Pérez Álvarez è stata vittima di un boicottaggio violento di Crida LGBTI e Sororidad trans. Contrariamente a quanto tali organizzazioni sostengono, la contestazione non è stata affatto pacifica. Non si è trattato di una legittima protesta contro una iniziativa di cui non si condividono i contenuti, ma di un tentativo di impedirne la realizzazione cercando di occupare la libreria e di impedirne lo svolgimento con la forza, molestando i partecipanti e perfino minacciando – secondo quanto dichiarato dalla polizia alla Casa del libro – di attaccare la libreria conLeggi Tutto

Dieci persone sono state uccise e altre tre ferite nella strage compiuta il 15 marzo nella città di Buffalo, New York. Persone innocenti che stavano facendo la spesa, vittime dello stragismo suprematista che colpisce ancora una volta la nostra gente. L’assassino, il diciottenne Payton Gendron, ha meticolosamente premeditato e pianificato la sparatoria: ha coperto oltre 200 miglia per raggiungere il sobborgo nel quale aveva effettuato un sopralluogo il giorno precedente, scelto perché prevalentemente abitato da afroamericani che infatti sono la maggioranza delle vittime dell’eccidio; ha cominciato a sparare nel parcheggio del centro commerciale nell’ora di massimo afflusso e ha poi continuato all’interno; prima di agire, aveva caricato sul web un manifesto di circa duecento pagine in cui rivendicava gli atti cheLeggi Tutto

20 maggio 2022 sciopero generale del sindacalismo di base contro la guerra Scarica il pdf Per difendere la vita contro le guerre su cui si basano tutti gli Stati che colpiscono e minacciano la gente comune. Contro le logiche di guerra che sanciscono un’idea e pratica della vita e del lavoro basata sullo scontro, il conflitto, la violenza, il dominio e la ricerca insaziabile del profitto. A fianco della popolazione ucraina e di chi in Russia manifesta per la pace contro il massacratore Putin responsabile dell’invasione, contro la Nato e le sue logiche guerrafondaie ed espansioniste e il bellicismo nazionalista di Zelensky. Per la pacificazione, una lotta quotidiana ideale, umana e pratica da svolgere assieme, affermando fiducia, vicinanza, solidarietà, attenzione eLeggi Tutto

Secondo il “Centro di ricerca sul razzismo e la discriminazione” il 90% della popolazione tedesca ritiene che ci sia razzismo in Germania, il 60% che sia un fatto quotidiano e il 65% che sia anche all’interno delle istituzioni. Poco meno di metà degli intervistati dichiara di aver assistito a episodi di razzismo, più di un quinto di esserne stato vittima di persona. Circa metà dice di credere all’”esistenza delle razze”, un terzo a  “differenze di grado per cui, per natura, alcuni sono più laboriosi di altri”, mentre un quarto ritiene legittima “l’idea della disuguaglianza fra i gruppi sociali”. Pur considerando il valore relativo da attribuire a tali ricerche, si tratta di dati senz’altro inquietanti ma per nulla “sorprendenti” o “scioccanti” comeLeggi Tutto

Cagliari, Sardegna. Nell’isola ci sono più di 35 mila ettari di territori occupati da servitù militari. A questa già grave situazione si aggiunge una notizia di questi giorni: esercitazioni militari in mare, terra e aria, tali da poter far diventare l’intera isola un baricentro internazionale per la presenza di imponenti e prepotenti navi da guerra della Nato di varie nazionalità, arerei radar, caccia e altro. Per poter garantire queste operazioni il Ministero della Difesa ha emanato un’ordinanza con cui vieta il transito, la sosta , la navigazione e qualsiasi attività in mare, incluso di pesca, nelle aree interessate, alcune delle quali sono fra le più belle dell’isola, come Sant’Antioco, Chia, Nora, Poetto di Cagliari e altre. “In questi giorni al portoLeggi Tutto

In tempi di guerra cambia la percezione della realtà. D’improvviso tutto ci sembra effimero, sfuggente, in forse. La quotidianità e il futuro ci appaiono fragili, il ricordo del passato si stinge, gli amori e le amicizie sono ancora più preziosi eppure in pericolo, quei semplici gesti routinari diventano quasi incongrui, il prossimo si allontana ancor di più, la vita stessa non è mai stata tanto importante eppure insondabile. È lo sguardo interno che si appanna, non riusciamo a metterlo a fuoco. È l’infausta coscienza di un potere di morte che ci sovrasta, mostruoso, freddo, irrefrenabile e inconcepibile. Allora possiamo cercare di sfuggire, di non pensarci, di convincerci che tutto sommato la tragedia in atto non ci riguarda, di metterci al riparoLeggi Tutto

In tempi di guerra cambia la percezione della realtà. D’improvviso tutto ci sembra effimero, sfuggente, in forse. La quotidianità e il futuro ci appaiono fragili, il ricordo del passato si stinge, gli amori e le amicizie sono ancora più preziosi eppure in pericolo, quei semplici gesti routinari diventano quasi incongrui, il prossimo si allontana ancor di più, la vita stessa non è mai stata tanto importante eppure insondabile. È lo sguardo interno che si appanna, non riusciamo a metterlo a fuoco. È l’infausta coscienza di un potere di morte che ci sovrasta, mostruoso, freddo, irrefrenabile e inconcepibile. Allora possiamo cercare di sfuggire, di non pensarci, di convincerci che tutto sommato la tragedia in atto non ci riguarda, di metterci al riparoLeggi Tutto

Mercoledì scorso Shireen Abu Akleh, giornalista palestinese di Al Jazeera, è stata assassinata a sangue freddo da soldati dell’esercito israeliano a Jenin; un suo collega è stato ferito alla schiena. Si tratta di un omicidio deliberato ed efferato – con lo scopo evidente di tacitare una delle voci più conosciute e stimate dell’emittente qatarina – che si inscrive in una fase di intensificazione delle violenze e delle intimidazioni nei confronti dell’informazione. Di fronte agli spudorati tentativi di insabbiamento del governo di Tel Aviv (così definiti, tra gli altri, sia da Human Right Watch che da B’tselem, importante organizzazione israeliana per i diritti umani) perfino il segretario generale dell’Onu è costretto a chiedere indagini indipendenti, che ovviamente non ci saranno: troppo estesaLeggi Tutto